di Valerio Millefoglie

 

 

Il primo treno delle vacanze che si prende per non raggiungere una meta turistica, perché la meta turistica è il treno stesso. Potrebbe essere un buon inizio per una pubblicità del treno giapponese Shiki-shima: un albergo a cinque stelle, dove i posti a sedere hanno posto per molto altro. Dieci carrozze, diciassette suite, per un totale di trentaquattro passeggeri, un pianista non sull’oceano ma sul vagone, e poi altre stelle: quelle dello chef Katsuhiro Nakamura, che ha curato il menù del ristorante di bordo. Le ricette delle portate provengono da quattro regioni diverse del Giappone, ispirate proprio al percorso del viaggio che fa il treno. Shiki-shima infatti significa “L’isola delle quattro stagioni” e il treno le attraversa tutte: da Tokyo a Kanto, da Tohoku fino a Hokkaido.

“Il tempo e le stagioni cambiano continuamente”, si legge sul sito ufficiale di questa crociera senza mare. “Le persone, le cose, le idee si susseguono una dopo l’altra, per poi scomparire un attimo dopo”. Così a bordo si susseguono futon, tatami, bagni arredati con mobili in legno di cipresso, camini racchiusi in vetro trasparente, coltelli e forchette create su misura da mastri artigiani, e binocoli Swarowski per ammirare l’orizzonte dalle finestre panoramiche di cui sono dotate le suite. E l’elenco delle cose continua: porte automatiche d’oro, pareti sulle quali vengono proiettate illustrazioni e motivi floreali, ambienti sonorizzati dal pianista e compositore Naoki Sato, un maggiordomo con champagne, un barman e finestre geometriche bianchissime, graticole meccaniche da cui ci si aspetta di avvistare il suolo lunare.

Da qui invece, passando per la regione di Hokkaido, si può vedere la cima innevata del monte Yotei, una delle montagne più famose del Giappone. Oppure, giunti sulla punta settentrionale dell’isola di Honshu, i passeggeri trasferiti su un altro treno di lusso possono assaggiare la cena preparata in un ristorante con la cucina aperta ai clienti. La prima sera, fra l’altro, i passeggeri si trasformano in pubblico, quando ha inizio lo spettacolo ispirato alla tradizionale danza della morte.

Panorami della tradizione a bordo di qualcosa di totalmente nuovo, è questa l’idea da cui è partito il designer Ken Kiyoyuki Okuyama, “Ho voluto collegare il passato al futuro, ho cercato di impregnare la cultura giapponese di nuove espressioni, incorporando elementi contraddittori - lo statico e il dinamico, la tradizione e l’innovazione”. Riassume in poche parole il suo progetto: "È la futura tradizione del Giappone”. Questa futura tradizione costa attualmente, a notte, circa 8.000 euro a persona. Se non li avete a portata di mano, potete consolarvi, per il momento, salendo a bordo di Un treno che corre nella via Lattea: raccolta di fiabe del 1934 scritte dell’autore e poeta giapponese Miyazawa Kenji. Narra di un viaggio fantastico tra “acque più trasparenti dell’idrogeno”, volpi che leggono alle betulle dei versi di Heinrich Heine, e destinazioni così lontane da essere dall’altra parte della vita.