di Valeria Orlando

Che si viaggi per piacere o per affari, se il viaggio è lungo si ha una sola certezza: il jet lag. Questo fastidiosissimo effetto dipende dal ritmo circadiano, l'orologio interiore che ciascuno di noi ha e che regola i ritmi veglia-sonno. Passando in poco tempo da un fuso a un altro, l'adattamento al nuovo orario sarà sempre complicato: c'è chi odia andare da est a ovest, e chi fa più fatica viaggiando nella direzione contraria; ma le conseguenze sono sempre le stesse: insonnia di notte, sonnolenza di giorno, scarsa reattività fisica e mentale, e in certi casi addirittura stati allucinatori. Finora i rimedi erano un po' quello della nonna: esercizio, tentativi di abituarsi prima di partire agli orari del posto in cui si andrà... Ma gli ultimi ritrovati tecnologici promettono tutta un'altra musica.

Un trucco che sta prendendo sempre più piede è la cosiddetta terapia della luce: per realizzarla in maniera casalinga, si usa una lampada; ma ora arriva Luminette, il paio di occhiali leggeri per il viaggiatore intercontinentale. Da indossare per una o due ore durante il viaggio, provano a simulare le condizioni del luogo di destinazione. Inoltre un'app collegata permette di monitorare e personalizzare il trattamento. Simile metodo usa Glo to sleep, una maschera che gioca con gli stimoli luminosi. Mentre sono allo studio strade diverse: secondo alcune ricerche infatti un ottimo strumento per influire sul ritmo circadiano è l'ossigeno.

Le compagnie aeree sono direttamente coinvolte in questa battaglia, ovviamente. Per cui la British Airways sta sperimentando una incredibile pillola digitale: si tratta di un sensore che viene ingerito dal passeggero e che è in grado di monitorare una serie di parametri, riguardanti il sonno, la digestione e la condizione fisica generale. Una volta rilevati, li analizza e manda dei messaggi all'equipaggio di bordo se questi dovessero segnalare una situazione di malessere nel viaggiatore. La pillola del jet lag prima.