di Caterina Vasaturo

 

Centocinquantamila metri quadrati trasformati in un mondo ultramoderno. La fabbrica di East Harbor, ormai in disuso, ospita il design e la tecnologia dell’EDIT, prestigiosa fiera di Toronto. Un festival immersivo per la progettazione e l’innovazione, della durata di dieci giorni, per celebrare con proposte all’avanguardia le possibili soluzioni ai problemi sociali di tutto il mondo. Dai droni che combattono la fame globale a quelli capaci di fornire sangue a comunità remote: i progetti, le esperienze partecipative, i colloqui, le installazioni e le officine dell’evento fanno davvero la differenza.

Proprio come l’idea newyorkese del Lowline, il primo parco urbano sotterraneo. Alimentato da un sistema di lucernari remoti, che indirizzano i raggi del sole nelle profondità del suolo, il prospetto ricrea non solo un piacevole luogo immerso nel verde in una delle zone più densamente popolate - lo storico terminal dei tram nel Lower East Side di Manhattan - ma permette anche la crescita di piante e alberi, perché trasmette le lunghezze d’onda della luce, necessarie alla fotosintesi. Non è da meno il comitato di esperti guidato da Jennifer Keesmaat, capo della pianificazione urbana di Toronto, che a fronte della crescita esponenziale dell’ambiente cittadino presenta la realtà della smart city, un insieme di strategie ottimali per far fronte ai bisogni degli abitanti.

Il workshop Land and Art Generation trasforma, invece, l’energia in arte, promuovendo la bellezza delle fonti rinnovabili e immaginando soluzioni che ridisegnino le infrastrutture e che pongano al centro l’uomo e la qualità della sua vita. L’EDIT ospita anche una versione canadese del Social Good Summit, appuntamento organizzato dalle Nazioni Unite, con il quale i più influenti opinion leader a livello mondiale incontrano esperti di new media e nuove tecnologie. A esporre la propria idea su come costruire un mondo più equo entro il 2030 c’è, ad esempio, Ian Campeau, voce della band di musica elettronica A Tribe Called Red. E per il gran finale, arriva in città la campagna Feeding the 5000, pronta a denunciare lo scandalo mondiale dei rifiuti alimentari – ogni anno sono cestinati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo - servendo un gigantesco pasto a base di pietanze destinate alla spazzatura.