di Valeria  Montebello

 

La frase “potresti rimanere senza batteria”, anche se dominata dal condizionale, apre vasti scenari di disperazione. Restare allo 0% è l'incubo dei nostri giorni, la morte sociale, è come rimanere con l’auto a secco nel deserto. È anche per questo motivo che i ricercatori dell'Istituto avanzato di scienza e tecnologia della Corea (KAIST) hanno inventato un dispositivo di accumulo di energia che, a loro avviso, può ricaricare in meno di 30 secondi. Gli ingegneri Samsung, in passato, avevano sviluppato una batteria che caricava cinque volte più velocemente rispetto alle batterie agli ioni di litio, in soli 12 minuti. Ma qui si parla di 30 secondi. Non si tratta più delle classiche batterie disponibili sul mercato, ma di una batteria dal design diverso, che presenta anodi realizzati da catene polimeriche, insieme a catodi di ossido di metallo posizionati sul grafene. Il grafene è forte e altamente conduttivo, e questi sono due dei tanti motivi per cui è un materiale d'interesse per gli scienziati che studiano fonti di energia. Inoltre,  a detta di molti esperti, è il materiale che cambierà le nostre vite e i nostri dispositivi nel prossimo futuro perché permette di creare batterie di lunga durata ma soprattutto perché è un materiale flessibile, che difficilmente si logora e che si lavora nel campo delle nanotecnologie. È un materiale duttile e resistentissimo, 200 volte più dell’acciaio. La batteria in questione, che carica in meno di un minuto, è una fonte di energia acquosa. Conosciuto anche come condensatore ibrido acquoso, questo dispositivo consente agli elettrodi di immagazzinare energia elettrochimicamente come cariche elettrostatiche. Gli scienziati hanno inserito un elettrodo tra un anodo e un catodo che hanno costruito nel laboratorio; mentre l'anodo include materiali a catena polimerica, il catodo ha nanoparticelle di ossido di nichel attaccate nel grafene. Gli smartphone, come si diceva, sono diventati così essenziali nello stile di vita delle persone che molte non riescono a immaginarsi nemmeno un'ora senza e iniziano a sentirsi stressati quando le batterie dei loro dispositivi iniziano ad abbassarsi. Il team di ricerca osserva che le batterie acquose potrebbero essere particolarmente vantaggiose per l'uso negli smartphone. Questo è principalmente dovuto al fatto che non richiedono un caricabatterie ad alta potenza, ma potrebbero essere riforniti con qualcosa che è facilmente disponibile, come un caricabatterie USB di commutazione o una cella solare. Gli scienziati stanno studiando diversi altri tipi di fonti di energia autoportanti, come quelle che prendono l'energia dal sole o usano un materiale piezoelettrico per provocare una conversione di energia da meccanica a chimica. In un esperimento è stato addirittura possibile caricare una batteria mentre si camminava. Considerando la quantità di tempo che molte persone trascorrono in piedi ogni giorno, le batterie piezoelettriche sembrano essere una promessa simile ai tipi acquosi a carica rapida. Nel 2014 un'azienda israeliana chiamata StoreDot, durante una ricerca sull'Alzheimer, è incappata in materiali biologici che potrebbero essere utilizzati per caricare le batterie. I ricercatori hanno trovato catene di peptidi naturali che possono immagazzinare cariche o emettere luce. In una dimostrazione, gli scienziati hanno riportato la batteria quasi esaurita alla piena potenza in meno di mezzo minuto - ed è interessante notare che la batteria in questione era per uno smartphone. Tuttavia, questa configurazione, richiedeva il collegamento di una batteria prototipo chiamata NanoDot, che era, approssimativamente, delle dimensioni di un mattone. Fra qualche tempo, forse, non ci sarà nemmeno più il rischio di rimanere senza batteria, di trovarsi disconnessi – e magari, arrivati a quel punto, si avrà nostalgia dei telefoni scarichi.