di Gianmaria Raimo

Intelligenza artificiale, realtà virtuale, bitcoin e blockchain. Non sono certo delle novità dell'ultimo minuto in campo tecnologico, ma devono ancora esprimere il loro potenziale rivoluzionario al completo, espandendosi in tutti i campi della vita e dell'economia reale. Come ad esempio nel campo della moda. La rivista Forbes, grazie all'occhio esperto di Rachel Arthur – giornalista e fondatrice di un sito dedicato all'intersezione di fashion e hi-tech – ha individuato le sfide e i cambiamenti più interessanti dei prossimi anni.

Si parte da un ritorno all'antico: attraverso le nuove tecnologie come i big data e il machine learning, lo scopo è costruire una relazione uno-a-uno con il cliente. Come nei negozi di una volta, dove chi vende e chi compra avevano un rapporto umano ancora prima che commerciale, e questo favoriva la migliore esperienza di acquisto, con reciproco vantaggio, e non solo dal punto di vista economico.

All'interno di quello che è il più ampio rapporto con il cliente, poi, un passo in avanti sarà fatto dal miglioramento dei chat-bot: già oggi, marchi come Burberry, Tommy Hilfiger, Sephora e altri, hanno un servizio clienti in cui si interagisce con un robot. La sfida è passare da una mera curiosità da nerd, utile solo per soddisfare il cliente già tecnologicamente alfabetizzato, a una efficacia che attiri tutto il parco clienti del brand. Ancora sullo stesso piano, grandi cambiamenti verranno dalle interfaccia vocali: Siri, Cortana e Alexa, per intenderci. Gli analisti sono convinti che nel giro di due o tre anni la maggioranza delle ricerche saranno effettuate con il tramite di mezzi audiovisivi: e quindi anche le risposte dovranno utilizzare voce e video. Più efficienti e rapide, potenzialmente, in un settore poi come quello della moda dove l'impatto visivo è basilare nella scelta e quindi anche nell'interazione: se oggi la frase “in soli 3 clic” può essere un claim efficace, in un futuro non lontano – dominato da flussi video - potrebbe diventare una minaccia, un retaggio del passato da evitare come la peste. E sempre nell'ottica del primato del video, molti brand della moda si stanno indirizzando verso una sempre più strutturata introduzione del 'live' nella loro strategia marketing. Le dirette di Facebook, Instagram e Twitter (per non parlare di Snapchat, dove tutto è iniziato) già vedono la partecipazione attiva di marchi come Benefit Cosmetics e Primark; e scommettiamo che altri ne seguiranno.

Il tutto, in un mondo dove il reale e il virtuale si integrano sempre più: ad esempio, se i Bitcoin e le altre monete virtuali sembravano fino a poco fa un trucco da hacker o un mezzo per gestire affari quanto meno torbidi, con l'invenzione di sistemi di controllo sicuri e condivisi come blockchain, cambia tutto. E dove gli scambi economici sono caratterizzati da trasparenza e legalità, senza perdere in efficacia e immediatezza, possiamo stare sicuri che i settori dell'alta moda e degli accessori di lusso entreranno in partita.