di Vanna Carlucci

Per definizione quando parliamo di biodisponibilità intendiamo la percentuale di nutriente che effettivamente viene assorbita e poi utilizzata dal nostro organismo. Negli ultimi anni le esigenze dei consumatori sono cresciute a livello esponenziale: il consumatore vuole conoscere, capire meglio come funzionano certe dinamiche quando parliamo di cibo e organismo. Per questo, secondo Sam Saguy, professore di tecnologia e innovazione all’Istituto di Biochimica, Scienza dell'Alimentazione e Nutrizione all'Università Ebraica di Gerusalemme, è necessario rispondere a queste richieste, attuando una ricerca che si concentri sulla biodisponibilità attraverso una maggiore collaborazione tra governo, industria alimentare, mondo accademico e imprese private (si parla infatti di Innovation 4-helix ecosystem). Per Sam Saguy bisogna trovare nuove soluzioni visto che, nell’ultimo periodo, il settore dell’industria alimentare ha ricevuto pochi finanziamenti per accaparrarsi i quali c'è molta più competizione: il che, naturalmente, mina la continuità della ricerca.

Ora ci si trova davanti a un bivio e la scelta è necessaria: a tale proposito Sam Saguy ha scritto un documento in cui si discute sulla possibilità di avere maggiore trasparenza per i consumatori a proposito dell’uso e degli effetti di certi integratori alimentari sul nostro organismo, anche attraverso nuove risorse informatiche e tecnologiche: bisognerebbe ripartire dalla cosiddetta 'innovazione aperta', che significa far ricorso, da parte delle aziende, a risorse e idee provenienti dall’esterno come le start up, le università o altri istituti di ricerca per poter incrementare la competitività sul mercato. Il cambiamento deve essere anche tecnologico con l’utilizzo, ad esempio, del cloud computing, dei big data (che analizzano una maggiore quantità di dati per comprendere meglio la composizione di certi cibi) e di tutte le risorse che l'innovazione tecnologica mette a disposizione nel settore dell’ingegneria agroalimentare.

Nel documento si parla anche di nuove tendenze nel mondo agroalimentare, e cioè di nuove sfide da affrontare che riguardano nuovi programmi di studio, creatività, multidisciplinarità, imprenditorialità, sostenibilità: Sam Saguy parla infatti anche di enginomics ( da engineering + omics), “un nuovo termine coniato per esprimere alcune delle principali sfide future dell’ingegneria agroalimentare basato sull'interazione tra la trasformazione dei prodotti alimentari e la digestione umana”.