di Francesco Musolino

 

Il mondo del design è stato travolto e stravolto, dall’avvento dei software di progettazione virtuale negli anni ’90. L’approccio classico, solo carta e penna, ha ceduto inesorabilmente il posto all’intelligenza artificiale, permettendo di ideare, concepire e realizzare edifici sempre più complessi, progettandoli con precisione nei dettagli. “È cambiato il modo in cui gli architetti hanno iniziato a pensare allo spazio", ha spiegato la professoressa Vivian Mitsogianni presso l'Università RMIT, "i primi software hanno creato uno shock e hanno aperto nuove frontiere all’immaginazione”.

E adesso cosa succederà con l’avvento della realtà aumentata? All’inizio del semestre, la Scuola di Architettura e Design di RMIT ha lanciato 21 kit HoloLens destinati a due gruppi di studenti. HoloLens è un software progettato da due docenti del RMIT – Cameron Newnham e Gwyllim Jahn – i quali, “hanno scelto una tecnologia e l'hanno fatta funzionare ", ha spiegato il responsabile delle informazioni all’RMIT, Paul Oppenheimer. In pratica, “hanno creato un link in tempo reale tra l'ambiente CAD e l'ambiente olografico, consentendo di posizionare la scena CAD nel mondo reale, con aggiornamenti live e, soprattutto, modifiche bidirezionali". David Preiss, chief technology officer presso il RMIT, chiarisce: "a marzo avevamo uno o due kit HoloLens e oggi ci sono due aule di lavoro complete e attrezzate", tanto che nelle prime sei settimane del semestre, gli studenti hanno registrato ben 600 ore sui dispositivi.

Cosa cambierà? Probabilmente tutto. "Questo progetto di realtà aumentata apre enormi possibilità per la fabbricazione e la realizzazione di geometrie complesse", ha spiegato Mitsogianni. Progettare in tre dimensioni, esplorare l’ambiente con un "modello olografico" – significa che gli studenti possono fabbricare disegni molto più complessi di quelli che potrebbero mai essere seguiti con un semplice piano cartaceo. In pratica, “scompare il margine per una interpretazione errata del disegno e tramite la realtà aumentata, l’immagine è lì, davanti ai nostri occhi – prosegue Mitsogianni – immediatamente comprensibile. Questa tecnologia olografica cambierà per sempre il modo in cui gli architetti lavorano e presto sarà disponibile anche in altri campi professionali”. Dal mondo dorato delle software house a quello della meccanica, dal fashion design allo shopping al dettaglio, la realtà aumentata permetterà di cambiare il nostro modo di concepire le cose, creando un’interazione più immediata fra l’immaginazione e la sua realizzazione pratica – sia essa una giacca tweed, una componente motoristica o lo sviluppo di videogiochi sempre più realistici? Non resta che aspettare e andare incontro al domani con fiducia.