di Mattia Nesto

Anche a Dubai è arrivato il crowdfunding. O, per meglio dire, è stato lanciato un rigoroso progetto normativo per le piattaforme di crowdfunding. Questo progetto è stato promulgato dall’Autorità di Servizi Finanziari di Dubai (DFSA), una sorta di Consob del paese arabo, nella logica di offrire un ecosistema favorevole all’innovazione in linea con la strategia nazionale per l’innovazione dello stesso governo degli Emirati Arabi Uniti. Le normative previste dal DFSA daranno la possibilità di catalizzare la crescista nell’industria della tecnologia finanziaria negli Emirati Arabi Uniti e in tutta la regione del Golfo.

La DFSA si è molto spesa per offrire normative chiare e precise in chiave di governance per le aziende cosiddette FinTech. Questo progetto è stato ideato anche a seguito della crescente importanza che il crowdfunding sta avendo per lo sviluppo delle piccole e medie imprese del Paese: si stima che il crowdfunding basato sui prestiti globali raggiungerà i 300 miliardi dollari, mentre il crowdfunding basato sul patrimonio locale arriverà a toccare quota 93 miliardi entro il 2020. Inoltre le PMI contribuiscono in modo significativo all’economia degli Emirati. Nel 2014 infatti da sole hanno costituito quasi l’85% delle imprese degli Emirati, contribuendo per il 60% al PIL nazionale ed impiegando quasi i 2/3 della forza lavoro.

Stiamo quindi parlando di un asset particolarmente strategico a livello dell’economia del paese e le parole di Ian Johnston, Amministratore Delegato della DFSA, lo confermano: “Siamo davvero orgogliosi di essere il primo paese della regione ad aver formalizzato un ambiente ad hoc per lo sviluppo e la crescita delle piattaforme di crowdfunding. Si tratta di una grande innovazione nel settore prestiti ed investimenti – ha spiegato Johnston – segno di come gli Emirati Arabi Uniti vogliano recitare un ruolo da protagonisti nella corsa per lo sviluppo del settore”.