di Francesco Musolino

 

Sempre un passo avanti, la Svizzera è prossima a diventare il primo paese a integrare formalmente i droni nel sistema di gestione del traffico che controlla il proprio spazio aereo. Una piccola, grande rivoluzione che fa da apripista anche agli altri Paesi. Questa integrazione avviene nell'ambito di un'iniziativa europea più ampia denominata U-space, con l’obiettivo di creare un'infrastruttura digitale che consenta a milioni di piccoli droni di operare in totale sicurezza, scongiurando qualsivoglia disagio per l’aeronautica civile. Attualmente, l’unico modello simile, anche se più modesto, si trova negli Stati Uniti – denominato Unmanned Aircraft System Traffic Management (UTM) – ed è stato sviluppato dalla NASA. Del resto, la gestione e il monitoraggio dei piccoli droni è la chiave per poter spalancare le porte di un promettente mercato commerciale.

Dopo il primo via libera, il prossimo step sarà a giugno, quando Skyguide, l'operatore svizzero di controllo del traffico aereo, inizierà a fondere le proprie applicazioni di gestione del traffico e dei dati con una piattaforma software sviluppata da AirMap Inc., con sede a Santa Monica, in California. AirMap, il nome del software in questione, è una piattaforma digitale di mappatura dello spazio aereo che ha la facoltà di interagire con piccoli veicoli senza equipaggio attraverso un'interfaccia per applicazioni Internet, utilizzata anche da produttori di droni come DJI, 3D Robotics, Yuneec e altri piccoli produttori di droni commerciali e militari.

Ma l’integrazione dei droni nella gestione del traffico aereo svizzero sarà possibile a due condizioni. Innanzitutto la creazione di un registro digitale dei droni e dei loro operatori, simile al sistema di registrazione degli aerei civili. In secondo luogo sarà necessaria la condivisione dei dati in tempo reale, consentendo agli operatori di droni di richiedere rapidamente l'autorizzazione al controllo del traffico aereo per volare in un'area specifica, ricevendo notifiche di aree di spazio aereo georeferenziate, limitate alle dimensioni dei piccoli droni. I piloti verranno immediatamente avvisati tramite aggiornamenti sul traffico in tempo reale grazie ad AirMap, e tali notifiche saranno visualizzate come messaggi di testo o segnali grafici sui tablet o sugli smartphone che i piloti utilizzano per controllare i piccoli droni.

“Per risolvere i problemi relativamente semplici che limitano l'apertura dello spazio aereo ai droni – afferma Ben Marcus, cofondatore e presidente di AirMap – stiamo introducendo gli attuali feed di sorveglianza radar che i controllori del traffico aereo utilizzano nel fornire dati ad alta fedeltà direttamente ai droni”.

L’obiettivo è quello di avvisare i piloti di droni delle restrizioni di volo, fornendo ai gestori del traffico aereo le autorizzazioni e la rotta del drone in volo. Tutto in tempo reale.

L'U-space si svilupperà in quattro fasi, dal 2018 al 2021. Le prime due vedranno "l'integrazione nel sistema di controllo del traffico aereo esistente”, afferma Marcus. Le successive sono previste nel 2020-2021 e prevedono maggiore integrazione, possibilmente includendo dati di posizione simili a transponder trasmessi da droni a Skyguide.

La Svizzera è il paese ideale per questo progetto guida, poiché già oggi c’è molta tolleranza verso gli operatori dei droni commerciali emergenti. Ci sono pochi regolamenti e nessun quadro legale specifico legato allo spazio aereo dei droni, al punto che gli svizzeri preferiscono autorizzarne il volo caso per caso.

Tuttavia, integrare i droni con il traffico aereo (e i dati radar) desta problemi di sicurezza, visto che la rete di comunicazione 4G e 5G – utilizzata per controllare i droni – si è dimostrata vulnerabile ad attacchi hacker. Sarà anche interessante notare cosa avverrà con l’apertura dei voli commerciali per droni: il numero degli operatori attivi aumenterà o crollerà? Ben Marcus di AirMap dimostra ottimismo: "I costi saranno sotto controllo e ci sarà una proficua concorrenza sul mercato. I servizi che stiamo offrendo stanno sbloccando uno spazio aereo che prima non era disponibile".