di Valerio Millefoglie

 

Un uomo in giacca nera e camicia blu, capelli ben pettinati, si avvicina a un grande specchio che lo riflette quasi per intero e comincia a parlargli. Chiede allo specchio che tempo fa a New York e se può gentilmente ordinargli una bottiglia di vino. Dall’altra parte dello specchio una voce risponde, “Ciao Steven, benvenuto, io sono Kirk, il tuo concierge personale al tuo servizio”. Queste immagini fanno parte di un video caricato sul canale YouTube di Panasonic il cui titolo è “Digital Concierge - Advanced Smart Mirror with IBM Watson”. Kirk è lo specchio di un hotel ma è anche un touch-screen che risponde alle esigenze del cliente. La società di sviluppo Stable Kernel di Atlanta ha realizzato un sondaggio online ponendo domande come: “Credi che il futuro della tecnologia sia pieno di opportunità per migliorare la condiziona umana? Oppure credi che ci troviamo sulla strada dell’isolamento umano? Vedi un futuro in cui gli umani saranno obsoleti per la tecnologia o vedi un futuro in cui la tecnologia saprà fornirci una mano in più?”. Tra gli argomenti di discussione: l’internet delle cose, l’Intelligenza Artificiale, le auto capaci di guidarsi da sole. E, fra i risultati venuti fuori c’è questo: le persone si fidano più di un robot che di un umano. Per questo motivo, l’industria del lusso si adegua e crea il concierge digitale. Sir Alan è un collega di Kirk, il concierge che informa sul tempo che fa e che ordina il vino. Sir Alan è un concierge realizzato dalla Turing Robotic Industries di San Francisco, che ha lanciato uno smartphone luxury dotato di un’applicazione che è un gioco di parole: Appassionato, da app e dall’appassionato italiano. Il Cantore appassionato è un dipinto del 1500, attribuito al Giorgione e il cui protagonista è appunto un cantore ritratto in un momento di pathos, di mano al cuore e voce che intona le note. Sir Alan invece ha un altro talento: può prenotare viaggi, cene, procurare biglietti per concerti e trovare cose introvabili in poco tempo. Secondo Joe Conway, amministratore delegato di Stable Kernel, “la tecnologia innovativa riduce l’errore umano, semplifica il lavoro e alleggerisce le persone dalle attività quotidiane, affinché abbiano più tempo a disposizione per guardare avanti. Questa libertà ci permette di vivere la vita in un modo che non abbiamo mai immaginato prima”. Qualcuno però, in realtà, l’aveva già immaginato. Memorabile è un passaggio del film di Wes Anderson The Grand Budapest Hotel, ispirato alle opere dello scrittore austriaco Stefan Zweig, e in cui il concierge Monsiuer Gustave istruisce un giovane dicendo: “Che cos'è un garzoncello? Un garzoncello è completamente invisibile, eppure sempre in vista. Un garzoncello ricorda ciò che le persone detestano. Un garzoncello anticipa le necessità del cliente prima ancora che le necessità diventino tali. Un garzoncello è sopratutto discreto all'eccesso, i nostri ospiti sanno che i loro segreti, anche quelli francamente disdicevoli, li porteremo con noi nella tomba. Perciò tieni la bocca chiusa”. E il concierge digitale, dal canto suo, dovrebbe tenere la cronologia chiusa.