di Dario De Marco

Dimenticate gli occhialetti colorati, fastidiosissimi, del 3D. Dimenticate anche gli opprimenti caschi con cuffie e schermo della realtà virtuale. Il cinema di domani, o al massimo di dopodomani, è in 4D: non è un semplice numero in più; è tutta un'altra esperienza. Che, per dare un'idea di come sta girando il mondo, ha preso piede prima in Asia, e con difficoltà sta cercando mercato in Usa. Cina, Corea e Giappone sono i paesi dove la CJ 4Dplex ha installato la maggior parte dei 45mila posti a sedere equipaggiati per questa nuova forma di spettacolo – che definire visione è riduttivo.

Il centro dell'esperienza è ovviamente la poltrona: che si muove in tutte le direzioni, si inclina, ruota, tremola e sobbalza. Infatti il maggior campo di applicazione finora è stato quello delle scene di movimento: inseguimenti in strada, in barca e simili. Però, mentre la moto sfreccia sullo schermo lo spettatore non sente solo le buche della strada, ma anche il vento in faccia, e una spruzzata d'acqua se necessario. Un altro bel campo di applicazione è l'horror: la sedia ti fa un leggero solletico, sulla faccia senti un lieve alito come di fantasma, e un lontano odore di marciume... mentre qualcuno viene accoltellato sullo schermo, la sedia ti dà un colpo improvviso. Cinema del futuro, ma vietato ai deboli di cuore.