di Caterina Vasaturo

Fuochi d’artificio e festa grande per un anniversario più che secolare. Al suo 150esimo compleanno il Canada manifesta al mondo intero la propria unicità, celebrando le numerose invenzioni di cui è portatore. Anche in campo sportivo. È il 1997. La popolarità degli sci è usurpata da una rivoluzionaria tavola da neve, lo snowboard, il cui avvento repentino mette in crisi il successo del suo ‘antenato’. Ma un piccolo gruppo di sciatori non si lascia spaventare e a Whistler, cittadina canadese, dà vita a una geniale creazione.

Auclair, Cusson e Dorion, i tre i pionieri del Québec, intuiscono che la soluzione al problema è a portata di mano. Se l’innovativo attrezzo ginnico è così attrattivo non resta che emularlo, per salvare i vecchi sci dall’oblio. Ed ecco che, anche grazie al supporto dell’allenatore del team, Mike Douglas, lo sport invernale per eccellenza è reinventato, dando inizio a una nuova era. Nasce il twin-tip, lo sci a punta e coda rialzata, che permette evoluzioni e andature anche all’indietro, proprio come lo snowboard. Le pendici del piccolo Horstman Glacier sul comprensorio del Whistler Blackcomb fanno da trampolino di lancio, permettendo agli sciatori di sperimentare acrobazie prima inimmaginabili. L’avanguardistico trio, soprannominato New Canadian Air Force, si cimenta coraggiosamente in salti freestyle, rampe e half-pipe, calamitando su di sé l’attenzione di professionisti e dilettanti.

Eppure il successo del twin-tip è tutt’altro che immediato. Agli esordi nel panorama delle vendite riceve un coro di rifiuti. Solo il francese Salomon Group capta l’eccezionalità dello strumento e investe su di esso. Il risultato è il Salomon Teneighty, la coppia di sci dal distintivo colore arancione e il caratteristico logo nero scintillante. La particolare elasticità apre la strada a un nuovo modo di intendere la disciplina. Usando la coda dello sci per alzarsi e sfruttando la risposta reattiva delle manovre, ogni trick è acrobatico e mozzafiato. La scoperta, considerata tra le più importanti nella storia dell’ultimo secolo sportivo, è entrata nell’alveo delle discipline olimpioniche, generando una libertà di movimento che crea uno spettacolo davvero esclusivo.