di Vanna Carlucci

Lo sviluppo tecnologico, le varie scoperte scientifiche, si sa, non smettono mai di sorprenderci, ma ci lascia addirittura straniti quando è il caffè ad essere al centro di una nuova invenzione tecnologica e chirurgica. Un team guidato dallo studente dell'Università di Medical Engineering e Discovery Lab, Richard Hendrick, prendendo spunto da un dispositivo progettato da ingegneri dell'Università di Vanderbilt, ha progettato un "cappuccio di arresto granulare" pieno di chicchi di caffè che ha lo scopo di monitorare la testa durante un’operazione chirurgica del naso o della gola.

Si tratta di un “casco” pieno di caffè che, posizionato sulla testa del paziente, si adatta all’anatomia del cranio riuscendo così a registrarlo in maniera più analitica possibile. Negli ultimi anni infatti moltissimi interventi di chirurgia si sono serviti della mappatura del corpo attraverso la scansione CT o MRI della testa del paziente per ricavarci poi un modello 3D; durante la scansione vengono aggiunti dei bersagli denominati 'fiducials', cioè dei marcatori sulla testa del paziente per registrare in modo dettagliato l’anatomia del suo cranio. Questa scansione fa sì che sia possibile guardare all’interno del corpo del paziente durante un’operazione attraverso uno schermo (grazie ad una telecamera posizionata sulla testa) e intervenire così con i propri strumenti senza apportare ulteriori tagli o invasioni. Non sempre però questa procedura risulta essere perfetta, perché basta un minimo movimento o scivolamento dei marcatori (che può essere causato da fattori diversi) che la scansione risulta errata. L’utilizzo dei chicchi di caffè schiacciati pare possa rimediare a questo inconveniente: per la loro particolare conformazione, infatti, i grani della grandezza di un chicco di caffè si adattano perfettamente a questo bisogno. Se i grani fossero più piccoli (ad esempio granelli di sabbia) o più grandi come ciottoli, non si raggiungerebbe lo stesso risultato. Inoltre il peso specifico abbastanza basso del caffè, cioè il fatto che i chicchi sono leggeri rispetto alla loro dimensione, non ostacola il funzionamento delle macchine. Si sta cercando ora di brevettare il nuovo strumento e di trovare un partner che approvi questa nuova scoperta affinché possa arrivare presto nelle nostre sale operatorie.