di Valentina Della Seta

Un mondo ideale è anche un luogo dove donne e ragazze possano muoversi liberamente e in totale sicurezza. A questo scopo tre ragazzi di Richmond e Vancouver stanno lavorando a un dispositivo in grado di lanciare un allarme a famiglia e amici in caso di situazioni di emergenza.

Vedanshi Vala, Faazi Waliji e Sophia Bucior sono tre studenti di scuola superiore che, come parte del team Team HP-TIE (Harvesting the Power of Technology through Innovation and Engineering), partecipano al premio internazionale Anu & Naveen Jain Women’s Safety XPRIZE, dedicato alle tecnologie che favoriscono la sicurezza delle donne: “Vogliamo creare un dispositivo che sia affidabile, efficace e accessibile a chiunque”, ha detto Vedanshi Vala, il leader della squadra di giovani tecno-scienziati.

Il dispositivo su cui sta lavorando il team è semplice e intelligente, è pensato per essere portato sul corpo ed è dotato di un bottone antipanico: “Premendo il bottone antipanico il dispositivo invierà l’allarme e la posizione di chi lo indossa ai telefoni collegati. In questo modo ognuno potrà gestire al meglio la propria rete di sicurezza”, spiegano i giovani inventori. Si tratta di un device che, nell'impossibilità di allertare la polizia, potrebbe risultare di straordinaria utilità: “Quasi tutti hanno uno smartphone”, hanno detto ancora i giovani creativi, “ma se cammini per strada e subisci un'aggressione non fai in tempo a estrarlo dalla borsa. Inoltre, in certi paesi del mondo, la polizia è meno efficiente, e non risponde in tempi utili alle chiamate di emergenza. Il dato preoccupante che è emerso lavorando al nostro progetto è che circa una donna su tre ha subìto, nella vita, con una qualche forma di violenza. Noi stiamo lavorando pensando ai quattro miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso a sistemi di risposta a chiamate di emergenza”. E se la tecnologia è ovunque nelle nostre vite, si sono detti i ricercatori del team, perché non sfruttarne il potenziale per risolvere queste carenze?

Il progetto è ancora in fase sperimentale, i primi prototipi sono previsti per l’inizio del 2018. La squadra guidata da Vala concorre al premio con altri ottanta team di sviluppatori e ricercatori del mondo. Il premio finale è un assegno di ricerca di un milione di dollari: “Non pensiamo solo a vincere”, hanno detto i ragazzi, “in ogni caso vogliamo portare a termine il progetto. Non vediamo l’ora di condividerlo con la comunità e di contribuire alla sicurezza di tutti”.