di Federica Tattoli

 

Nell’era della digitalizzazione e del social network ad ogni costo si potrebbe pensare che il vecchio biglietto da visita sia cosa da hipster, fanatici dell’analogico, o da signore d’altri tempi, legate ad un oggetto chic ma obsoleto. La realtà è che il piccolo cartoncino contenente le nostre informazioni salienti è più in forma che mai, non più un semplice pezzo di cellulosa ma un mini contenitore di innovazione per potersi connettere dal vivo nel miglior modo possibile.

Iniziamo un piccolo viaggio tra le innovazioni più particolari ed intriganti per poter avere un biglietto da visita che vada dritto all’obiettivo: creare relazioni. Senza però dimenticarci del galateo che ruota intorno questo oggetto. L’evoluzione della business card l’ha portata a diventare uno strumento di branding personale, averne uno ben progettato e accattivante consente di sottolineare positivamente un primo incontro e funge da attivatore di conversazione. E’ un mini strumento che consente di rompere il ghiaccio, come per esempio quelli particolarissimi di Ching Yee Wong, Head of Communication di Instagram. I suoi bigliettini sono quadrati - come le istantanee del noto social - e illustrate con alcune delle foto del suo profilo Instagram. Ching Yee Wong dichiara: "Queste business cards sono brillanti starter di conversazione e non mancano mai di mettere un sorriso sul volto di chi le riceve, o innescare una domanda intorno all'immagine. Ho scelto una manciata di momenti personali e cerco di farli corrispondere alle persone a cui li consegno”.

Un biglietto da visita innovativamente progettato può contribuire a trasmettere l'ethos dell'azienda che rappresenta. Rituparna Chakraborty, co-fondatore e vice presidente esecutivo presso TeamLease Services, utilizza un semplice biglietto da visita rettangolare. Tuttavia, se osservato da vicino, si notano numerose linee tratteggiate sulla superficie del biglietto. È il suo nome, impresso in Braille. I biglietti da visita Braille sono un'iniziativa dell'organizzazione non governativa Esha, che supporta i giovani con disabilità visive. Chakraborty dichiara: ”Per me è partito come un intento personale per diffondere l'iniziativa di Esha. Tuttavia, una volta che ho iniziato a distribuire questo tipo di business cards, ho capito che sono grandi ice-breakers in qualsiasi nuova conversazione. Catturano l'immaginazione della gente e innescano la loro curiosità. In molti casi le mie conoscenze hanno iniziato ad adottare il Braille anche per i loro biglietti da visita”.

Tuttavia, immettere con successo l’innovazione in questo ambito non è impresa semplice. Qualche anno fa era nata la tendenza ad avere biglietti da visita con il QR Code -  un codice che letto da particolari apparecchi o da alcune app degli Smartphone che consente di accedere ad informazioni online - come sottolinea Manasee Jog della facoltà di Design presso il Srishti Institute of Art, Design and Technology di Bengalur "Le carte con codici QR non sono economicamente valide per il cliente che possiede il codice. Questo perché c'è solo un mercato di nicchia che lo usa".

Per fare una buona impressione bisogna mantenere un bilanciamento tra utilità ed innovazione. Mai sentito parlare di biglietti da visita con inchiostro conduttivo? È un tipo speciale di inchiostro che conduce l'elettricità. Per accedere ai dettagli del contatto di qualcuno basta  semplicemente accostare la card allo smartphone. Questa tecnologia è stata sviluppata da TouchBase Technologies in Irlanda. L'anno scorso, il brand di abbigliamento maschile Arrow ha lanciato la Arrow Smart Shirt che ha un chip incorporato nel polsino. Questo può essere programmato scaricando l'applicazione Mobile Arrow in uno smartphone abilitato alla comunicazione di campo (NFC). Tutto quello che dovete fare è appoggiare il biglietto da visita sul polsino e i dettagli verranno salvati immediatamente sul vostro telefono.

Poi ci sono biglietti che rispecchiano l'attività di chi li distribuisce, dai cioccolatini il cui involucro cela i contatti, a speciali business cards che possono essere arrotolate come tappetini da yoga. Insomma, grazie all’innovazione tecnologica, largo alla fantasia. E soprattutto al recupero di un oggetto che si stava perdendo.