di Iacopo Barison

 

 

Negli ultimi tre anni, l'industria della moda ha iniziato a prestare sempre più attenzione ai tessuti biodegradabili e rinnovabili. L'anno scorso, Salvatore Ferragamo ha utilizzato un sottoprodotto di agrumi che ricorda la seta per una collezione di camicie, vestiti e pantaloni. AnanasAnam, con sede nelle Filippine, ha creato una finta pelle con foglie di ananas soprannominata Piñatex. La designer tessile olandese Aniela Hoitink ha creato invece un abito in mycelium, elegante come un vestito da cocktail in raso.

Ebbene sì, micelio – il complesso sistema di radici che genera i funghi nei nostri cortili dopo che ha piovuto. E questa moda dei funghi sembra essere un vero e proprio trend. Jillian Silverman, studentessa universitaria di moda e abbigliamento dell'Università del Delaware focalizzata sulla sostenibilità ambientale, ha recentemente realizzato un prototipo di scarpa che combina funghi, scarti agricoli e scarti di tessuto. "La maggior parte dei tessuti utilizzati nel campo del fashion non sono compostabili", afferma Silverman. Nella sua scarpa, "tutto è naturale, tutto è biodegradabile, non tossico. È una soluzione perfetta per ridurre gli impatti dei rifiuti tessili, riducendo gli input tossici e utilizzando quelli rinnovabili”.

Visto che il micelio era stato utilizzato in precedenza per creare imballaggi compostabili, Silverman ha pensato che ci fossero buone probabilità di poterlo riutilizzare nel settore della moda. La sua università, inoltre, è vicina a Kennett Square, in Pennsylvania, che viene soprannominata "la capitale dei funghi del mondo", afferma Silverman. "Questo, per noi, è molto conveniente, perché rende l’approvvigionamento molto ma molto semplice!”

Il micelio lega naturalmente i materiali man mano che cresce. Dopo vari test, Silverman ha deciso di utilizzare le varietà reishi, oyster, king oyster e oyster gialle sia per fattori estetici che per le loro proprietà specifiche. Ha quindi progettato lo stampo di una suola per scarpe in cui far crescere il micelio. Una volta riempito lo stampo, Silverman lo cuoce per "fermare la crescita e impedire ai funghi di fruttificare in superficie".

"C'è solo un odore leggermente terroso durante il processo di crescita", afferma Silverman. "Non ci sono funghi vivi nel prodotto finito. La vera sfida”, prosegue, “è stata creare la miscela perfetta per far crescere il micelio”.  Per l’appunto, Silverman ha deciso di utilizzare un materiale isolante composto da cotone riciclato e juta, una fibra ruvida simile allo spago. Questo materiale, che altrimenti sarebbe destinato alle discariche, è molto forte e si intreccia perfettamente con le fibre durante la fase di crescita. Il risultato finale è una suola compostabile e biodegradabile a base di funghi che potrebbe sostituire la gomma.

E se il prodotto di Silverman potrebbe necessitare di una messa a punto prima di essere pronto per il mercato, una startup per l'innovazione dei materiali con sede in California chiamata Bolt Threads sta già accettando pre-ordini per una borsa in pelle realizzata, anche qui, con i funghi. Tant’è che Stella McCartney, designer nota per il suo impegno nel campo moda sostenibile, ha recentemente utilizzato il "cinturino" in micelio di Bolt Thread (marchiato come Mylo) per una borsetta alla mostra Fashioned from Nature del Victoria and Albert Museum, inaugurata il 21 aprile.

Sono tutti d'accordo sul fatto che i funghi avranno un ruolo importante nel futuro della moda. L’innovazione nei materiali si evolverà e crescerà man mano che i consumatori si renderanno conto di quanto l’ecosostenibilità possa essere elegante. Insomma, i funghi verranno presto equiparati alla seta o al cotone? Speriamo di sì, perché i nostri attuali livelli di spreco sono insostenibili. Si stima infatti che i rifiuti tessili costituiscano circa il 5% degli spazi in discarica, con suole di cuoio e gomma che resistono per oltre 50 anni. Tantissimi, troppi. Non ci resta che affidarci ai funghi!