Inizia a evolversi il sentiment sull’intelligenza artificiale. Almeno quando si parla di lavoro, l’incognita che pesa di più sulle applicazioni della Ia nell’economia del futuro. Gartner, una società di consulenza, ha ribaltato i pronostici più negativi con un report che sconfessa le interpretazioni più diffuse: l’Ia è destinate a generare più lavori di quanti non ne distrugga, con un bilancio in attivo nell’ordine di circa mezzo milione di lavori “addizionali”. In particolare, secondo Gartner, l’industria dell’intelligenza artificiale creerà 2,3 milioni di posizioni professionali: un valore che bilancia e supera gli 1,8 milioni di posti che rischiano di essere travolti dai processi dall’automazione industrializzata. E non è tutto, perché fino al 2025 l’Ia dovrebbe sfornare altri due milioni di opportunità, calibrate a seconda del segmento di riferimento. I settori che si aspettano i ritorni più positivi sono healthcare e formazione, mentre fra quelli più penalizzati svettano manifattura e trasporti. Secondo Manjunath Bhat, direttore delle ricerche di Gartner,«i robot non sono qui per rubarci il lavoro, ma per promuoverci – ha detto – Forse dovremmo iniziare a guardare alla Ai in questa maniera».