di Caterina Vasaturo

Chi l’ha detto che la carta stampata è démodé? È vero che i congegni elettronici sono sempre più in voga e che i libri ‘vecchio stile’ sono osteggiati dagli ebook. Ma un recente studio scientifico suona un campanello d’allarme e tenta di svegliare genitori e scuole dal sonno in cui sono sprofondati. Lo fa lanciando un monito. I dispositivi virtuali inibiscono la lettura. A dimostrarlo è la ricerca condotta da Margaret Merga, professoressa della Murdoch University di Perth, Australia.

Comprare apparecchiature costose come Kindle, iPad, computer e telefoni cellulari, con lo scopo di aumentare l’istruzione dei più giovani, è solo uno spreco di denaro. Più i piccoli hanno accesso a un’ampia gamma di dispositivi tecnologici, meno frequente è la lettura. Un dato paradossale, nell’era dell’alfabetizzazione elettronica. Eppure il mito dei nativi digitali è rovesciato. Non è vero che i bambini preferiscono leggere attraverso gli schermi. Al contrario. In molti amano tenere un libro tra le mani e sentire il ‘peso della cultura’. È una sensazione più piacevole rispetto all’inconsistente leggerezza di un cellulare.

Sono 997 gli alunni australiani, iscritti alle scuole elementari, coinvolti nel sondaggio, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista Computers and Education. Preoccupante il dato portato alla luce: la lettura effettuata su congegni collegati in rete causa distrazione, invitando al ‘media multitasking’, ossia a un salto continuo da una pagina all’altra. Gli impatti sono dannosi soprattutto sulla comprensione del testo. Ecco perché le scuole non dovrebbero investire esclusivamente in computer e tablet, cancellando del tutto i metodi d’insegnamento tradizionale. Sebbene genitori e docenti siano stati attaccati da un marketing aggressivo, che ha suggerito benefici risultati sull’istruzione, non esistono prove scientifiche a sostegno di questa visione. Anzi, non sono potenziati né l’alfabetizzazione, né l’abilità di calcolo. Ovviamente, i bambini non disdegnano del tutto la praticità di un Kindle. Però girare le pagine di carta, ammirare le figure impresse sulla copertina rigida, cercare i titoli che più attirano tra gli scaffali di una polverosa libreria, restano gesti senza tempo.