di Max Casacci

 

Mi capita spesso di venire interrogato sul futuro della musica, sulle possibili forme di fruizione, divulgazione, sostenibilità economica. Ritengo sia difficile riferirsi alla musica prescindendo dalla stessa, per considerarla unicamente un prodotto in cerca di nuove collocazioni nello scenario incerto di questa epoca. Insomma è difficile, se non impossibile, tracciare una previsione senza partire dalle caratteristiche dei nuovi musicisti e dei futuri fruitori.

Alziamo lo sguardo dalle cifre e dai bilanci e osserviamo che cosa succede nel mondo vero, quello dove la musica è una necessità primaria che impregna le abitudini, le modalità di comunicazione tra i ragazzi. Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se nel passato gli adolescenti avessero avuto accesso quotidiano a apparecchi fotografici, macchine da presa, centraline di montaggio video, studi di registrazione audio, strumenti musicali, sofisticati programmi di elaborazione grafica, e canali diretti con tutte le principali realtà creative del pianeta in tempo reale. Provate adesso a pensare che è quello che sta succedendo in questi anni.

I ragazzi oggi crescono con una quantità enorme di strumenti espressivi, un tempo inaccessibili per costi, e tecniche di apprendimento a portata di mano. Con questi strumenti familiarizzano giocandoci da quando sono bambini. E tutte queste possibilità sono racchiuse nello schermo di un personal computer, sul tavolo di una cameretta. Provate ora a considerare che i nostri laptop, smarphone, tablet, sono anche apparecchi dotati di canali che potenzialmente consentono la divulgazione, promozione e distribuzione di opere creative.

Osservando le caratteristiche dei musicisti più giovani, la loro propensione a non considerare la musica come uno spazio finito e a sé stante, la loro disinvoltura nell'utilizzare in parallelo linguaggi e tecniche espressive sovrapposte, non credo di sbagliarmi affermando che siamo alle porte di un potenziale Rinascimento creativo, dove la musica, da sempre vettore primario di creatività giovanile, sarà il nuovo perno per veicolare opere: visive, narrative, interattive e chissà quant'altro.

Abbiamo quotidianamente nelle nostre tasche dispositivi che rappresentano ancora dei contenitori vuoti in attesa di opere che ne sappiano sfruttare tutte le possibilità. I musicisti di domani saranno costretti ad essere artisti a tutto tondo, non si limiteranno a scrivere e a eseguire canzoni o temi musicali, ma saranno spinti ad esprimersi con differenti tecniche, cercando a 360 gradi il modo per sostenersi attraverso la propria creatività.

Avranno inoltre la necessità di cercare attraverso le strade del suono nuove forme di sostenibilità economica, saranno costretti a sconfinare dal solco della tecnica strumentale, dai modelli e dagli stereotipi precedenti. E i nuovi ascoltatori, non saranno solo ascoltatori, ma spettatori onnivori.