Fino a qualche anno fa erano un oggetto sconosciuto al di fuori degli ambienti più tecnici. Ora sono il pilastro di intere strategie sviluppate da gruppi come Amazon, Ibm e Microsoft. Si sta parlando dei chat-bot, le “app conversazionali” che ricreano un dialogo automatico tra l'utente e i propri dispositivi. Amazon Web Service, costola di Amazon specializzata in servizi cloud, è tra i gruppi che sta spianando la via con la sua Alexa: un assistente vocale che si esprime attraverso un dispositivo, Echo-Dot, finito in sold out sul mercato americano a pochi mesi dal lancio. Alexa riesce, per ora, a svolgere solo compiti elementari come rispondere a domande preimpostate, fare ricerche o effettuare prenotazioni. La sfida di Amazon è renderla sempre più autonoma, fino a un grado di comprensione del linguaggio vicino alla sensibilità umana. Quanto a Ibm e Microsoft, la ricerca passa sopratutto per delle “cassette degli attrezzi” messe a disposizione dei propri sviluppatori. Ibm ha lanciato Watson, piattaforma che consente di «creare il proprio bot in 10 minuti». Microsoft sta arricchendo le funzionalità del suo Bot Framework, un portale di sperimentazione di bot e linguaggi (quasi) naturali.