di Caterina Vasaturo

Una volta era solo una tecnologia immaginaria, presente nell’universo fantascientifico di Star Trek. Ma dal teletrasporto a bordo dell’astronave Enterprise, a quello quantistico dalla Terra a Micius, satellite cinese, il passo è breve. Certo, si tratta di fotoni e non di essere umani, però che importa? Il gruppo di ricercatori che ha portato avanti l’esperimento appare fiducioso e non nega la possibilità che un domani, ricorrendo allo stesso ‘impasto quantistico’, si possa passare dalle particelle di luce alle persone in carne e ossa.

Prima, tuttavia, occorre superare alcuni ostacoli. Gli scienziati hanno sfruttato il fenomeno conosciuto nei laboratori di tutto il mondo come entanglement, basato sull’intreccio di coppie subatomiche, intimamente connesse tra loro, anche in lontananza. A ogni alterazione di stato di un componente corrisponde un cambiamento anche nell’altro. È quella che Albert Einstein chiamò “azione spettrale a distanza”. Chiaramente non avviene un movimento reale, nessun oggetto fisico è trasportato dal suolo al satellite: ciò che accade è uno scambio di informazioni, in base alle leggi della meccanica. Lo stato ‘intrecciato’ delle particelle potrebbe avere moltissime applicazioni tecnologiche.

Si è accennato, però, a delle difficoltà per quanto riguarda il teletrasporto degli individui. L’intralcio più grande è proprio la quantità di informazioni presenti nel corpo umano, da quelle contenute in ogni singola cellula alla macro-area del cervello. La trasmissione di ciascun dato tramite onde radio richiederebbe 350mila volte l’età dell’universo, vale a dire il tempo trascorso tra il Big Bang e il giorno d’oggi, dunque quasi 14 miliardi di anni. Il trasferimento di questa massa d’informazioni attraverso l’entanglement quantistico e il successivo riassemblaggio del corpo in un altro luogo sono impossibili senza la scoperta di innovazioni all’avanguardia, al momento neanche lontanamente immaginabili. Tuttavia, non manca chi crede che, per la fine del secolo, sarà possibile realizzare il teletrasporto umano. Il più convinto di tutti è il fisico visionario Michio Kaku. “Entro un decennio sarà fatto con la prima molecola, poi si passerà a elementi via via più grandi”, sostiene lo scienziato, noto per le sue idee stravaganti. Dite addio ai lunghi viaggi. Presto potrebbero diventare solo un remoto ricordo.