di Vanna Carlucci

Spesso accade che, per diverse ragioni, molti luoghi e strutture costruite per scopi di natura scientifica, vengano abbandonate e lasciate ad un destino inesorabile: quello di diventare rovine. I motivi sono molteplici: la mancanza di finanziamenti, o un mancato riutilizzo per futuri scopi scientifici.

Ad ogni modo queste stesse strutture possono essere considerate architetture che attraggono l’interesse di chi ci vede un’ombra di fascino e mistero. Pensiamo, ad esempio, al Superconducting Super Collider, un enorme complesso sotterraneo costruito in Texas per diventare il più grande acceleratore di particelle del mondo e poi abbandonato per mancanza di fondi da parte del governo. O il progetto Harp Space Gun nelle Barbados, un enorme cannone spaziale progettato per inviare un proiettile nello spazio e che però fallì nella sua impresa. O ancora il Villaggio Atomico della Survival in Nevada, un luogo 'artificiale' costruito per testare le armi nucleari sui suoli abitativi: venne costruita questa città con manichini, edifici e tutto quello che era necessario per ricreare una piccola comunità di abitanti, che oggi viene chiamata Città di Sopravvivenza (o città di Doom).

La BIOSFERA 2, in Arizona, è una specie di serra costruita per di ricreare microambienti come il deserto, la giungla o un oceano su Marte. Un progetto troppo ambizioso tanto da essere poi abbandonato, mentre la struttura è ora nelle mani dell’Università dell’Arizona. L'osservatorio El Caracol, in Messico, risalente al 906 d.C., fu costruito per studiare il cielo e in particolare il pianeta Venere ad occhio nudo. La scoperta interessante è che si tratta di una costruzione molto simile a quelle moderne. Si potrebbero citare molti altri nomi di luoghi e costruzioni scientifiche ora riverse in uno stato di decadenza, ma quello che affascina è la natura del loro stato attuale e cioè di edifici architettonici che continuano a serbare un alone di mistero e di fascino per chiunque decida di visitarli.