di Dario De Marco

Troppo presto abbiamo gridato al lupo, pensando che le macchine potessero sostituire totalmente gli uomini al lavoro. Ma ogni tanto, nel mondo rapidissimo che ci cambia attorno, scopriamo nuovi casi, nuovi interstizi in cui la presenza umana si rivela più necessaria di quanto avevamo pensato. Il recente scandalo che ha coinvolto Google – tramite la sua controllata YouTube – e importanti inserzionisti inglesi, ne è un esempio lampante. Cos'è successo: bisogna sapere che sul sito di video più diffuso al mondo, YouTube, vengono caricate 400 ore di filmati al minuto. Un numero impressionante, e difficilmente controllabile. Se è ovvio che alcuni di questi video sono interessanti, e la maggior parte semplicemente inutili o brutti, una piccola percentuale avrà sempre contenuti fortemente problematici. E mentre sui porno e sulle immagini cruente il controllo viene effettuato abbastanza tranquillamente dagli algoritmi, ci sono altre categorie che passano nelle maglie della rete: sono i video il cui il problema è nel contenuto, nel discorso. Parole razziste, omofobe, antisemite: questo è successo, anzi questo succede di continuo.

Il punto è che finché la cosa tocca l'utente, questo può protestare o segnalare, e basta. Ma se a sentirsi danneggiati sono gli inserzionisti, cioè le aziende che comprano dal sito spazi pubblicitari – i cui annunci vediamo in quei 5 o 10 secondi prima di alcuni video, o in alto nella colonna destra – il danno diventa economico. Così nello scorso marzo molte compagnie – banche, supermercati, industrie – hanno immediatamente ritirato le loro pubblicità dopo che il loro nome era comparso prima di video contro i gay e gli ebrei. Google è subito corsa ai ripari. E lo ha fatto in due modi: il primo per tappare la falla, eliminando nel giro di due o tre giorni questi contenuti. Il secondo programmando una strategia di lungo raggio: ha annunciato massicce assunzioni. Le misure per rendere YouTube un posto il più possibile sicuro da questi contenuti estremistici, sono come sempre su due livelli: quello di implementare l'intelligenza artificiale; quello di incrementare il controllo da parte di esseri umani. Perciò d'ora in poi ci saranno più persone che vagliano, dato che sono le uniche in grado di farlo, i contenuti dei video caricati. Per rendere YouTube un posto più vivibile. E rendere il mondo un posto più umano.