di Iacopo Barison

 

 

Le Olimpiadi Invernali del 2018, che avranno luogo a PyeongChang, in Corea del Sud, con cerimonia di apertura il 9 febbraio, terranno fede alla promessa di mostrare l’ultima frontiera della tecnologia “indossabile” per diversi sport. Ma di cosa stiamo parlando, esattamente? Vedremo dei parka riscaldati in maniera autonoma, airbag per il corpo, tute aerodinamiche dotate di sensori e altro ancora.

Alla cerimonia di apertura di cui sopra, ad esempio, la squadra statunitense indosserà dei pregiati abiti a firma Ralph Lauren. Saranno sportivi e patriottici, questo di sicuro, ma anche caldi e adattabili all’organismo grazie agli elementi riscaldanti incorporati. L'interno del parka della squadra avrà una bandiera americana, realizzata con inchiostri stampati elettronicamente. Gli atleti potranno programmare i riscaldatori per farli funzionare su tre diverse impostazioni, utilizzando i loro telefoni cellulari e accendendoli tramite un pulsante abbastanza grande da poter essere premuto anche quando si indossano i guanti. Il calore a batteria durerà fino a 11 ore.

Poi c’è il Samsung SmartSuit, una tuta con incorporati cinque sensori per tracciare il movimento del corpo e trasmettere le informazioni direttamente al telefono dell'allenatore. In questo tipo di tecnologia, un'applicazione analizza i dati e fornisce suggerimenti per le regolazioni, che poi possono essere ritrasmesse all’atleta tramite un sistema di vibrazioni.

La squadra di snowboard degli Stati Uniti, invece, sarà cool come negli anni'60, in abiti vintage ispirati ai giorni delle prime e gloriose esplorazioni nello spazio. Le giacche e i pantaloni saranno realizzati con tessuti rivestiti in alluminio, normalmente utilizzato per apparecchiature audio che deviano luce e suono, utile per essere ancora più competitivi nelle giornate di sole. Strizzando l’occhio all’internazionalità, l'interno delle giacche sarà cucito con frasi semplici, come "Do you speak English?" o "Wish me luck!", però tradotte in coreano.

La squadra di pattinaggio, d’altro canto, può contare sul supporto di Under Armour. Lo spandex delle tute avrà una trama leggermente grintosa, che secondo i progettisti li renderà più aerodinamici “riempiendo” il vuoto che si può formare attorno alle braccia e alle gambe dei pattinatori. Under Armour è sicura che il nuovo outfit li riscatterà dal famigerato Mach 39, il loro costume del 2014, che alcuni atleti avevano accusato di prestazioni scadenti per via di uno spacco nella parte posteriore.

In una decisione che ha più a che fare con la psicologia del colore che con la fisica, la squadra norvegese (sempre di pattinaggio) abbandonerà il tradizionale rosso a favore del blu, sostenendo che quest’ultimo è il colore “più veloce” che ci sia. Ma gli scienziati pensano che sarà ininfluente. "Non posso immaginare come la stessa identica stoffa, con due coloranti che hanno le stesse proprietà e diverse tonalità, riesca a generare risposte aerodinamiche differenti", ha detto al New York Times Renzo Shamey, professore di scienza e tecnologia del colore alla North Carolina State University. Eppure le superstizioni, come non lavare i calzini prima di un match importante, tanto per fare un esempio, possono comunque influire sulle prestazioni.

Invece, le divise Columbia Sportswear per la squadra di sci statunitense sono state progettate per prestazioni ottimali, libertà di movimento e… travestimento. Ebbene sì, il tessuto delle uniformi degli sciatori presenterà uno schema "snow camouflage", che potenzialmente maschererà i movimenti del corpo, soprattutto dalle ginocchia in giù. Eppure, con gli sciatori olimpici che precipitano in discesa a più di 80 miglia all'ora, un banale incidente può facilmente trasformarsi in una catastrofe. Ecco perché alcuni membri della squadra indosseranno caschi Giro personalizzati multidirezionali, per proteggersi dagli urti con un design a sfera e una buona presa sulla superficie d’impatto.

Infine, sempre in tema di sicurezza, molti atleti provenienti dai paesi scandinavi vestiranno un particolare gilet Dainese con sensori per rilevare quando si sta perdendo il controllo sul terreno, gonfiandosi in pochi millisecondi e diventando un vero e proprio airbag – portatile, però!