David Cox, assistant professor alla Harvard University, sta conducendo degli esperimenti sulla corteccia visiva dei ratti per riprodurre una rete neurale artificiale. Gli animali impiegati nello studio sono sottoposti allo stimolo di un videogame che li spinge a distinguere tra oggetti. L'attività dei neuroni è catturata da un microscopio e utilizzata insieme alle immagini di sezioni del cervello per riprodurre la corteccia visiva nel suo complesso. L'obiettivo di fondo è che il test possa permettere un'elaborazione più semplice di reti neurali ad uso del machine learning, l'insieme di tecnologie che consentono alle macchine di imparare e ragionare (quasi) come un umano. Non è la prima volta che l'artificial intelligence si serve dello studio di comportamenti di animali per migliorare il suo stadio di avanzamento. Di recente sono stati svolti studi su pecore per aumentare l'efficacia nelle soluzioni di diagnostica, uno dei settori più sensibili tra le tecnologie Ai applicate alla sanità: secondo una ricerca di Andrew Beck, sempre in cattedra ad Harvard, il confronto con la «seconda opinione» fornita da assistenti automatici potrebbe ridurre dell'85% il margine di errore.