di Caterina Vasaturo

Il futuro dell’umanità non è poi così roseo, secondo le previsioni di Elon Musk. Il visionario imprenditore ipotizza esiti catastrofici per gli individui, attaccati da forze aliene pronte a dominarli. Ma una via d’uscita c’è e va accolta a braccia aperte. Bisogna unirsi alla tecnologia, per non essere spazzati via dalla Terra. Fondersi a essa, per evitare di diventare esseri irrilevanti nell’epoca delle macchine. Trasformarsi in cyborg, almeno per metà, combinando l’intelligenza biologica con quella artificiale. Un mix imprescindibile, se non si vuole essere eclissati dall’evoluzione hi-tech.

L’imprenditore ha palesato la sua visione futuristica al World Government Summit di Dubai. Futuristica fino a un certo punto, visto che potremmo già definirci degli esseri cibernetici, basti pensare all’uso frenetico che ogni giorno facciamo di smartphone, tablet e pc. Questi dispositivi, insieme alla velocità di comunicazione che scandisce ogni interazione, determinano una vera e propria estensione digitale di noi stessi. Il cellulare può, infatti, essere inteso come un prolungamento delle mani (e della memoria), mentre gli assistenti virtuali, da Siri a Google, cambiano il nostro modo di orientarci e di porre domande. Musk azzarda un paragone neurologico: come la corteccia cerebrale lavora a stretto contatto con il sistema limbico (quello più primitivo, legato ai comportamenti istintivi), così il nostro terzo strato digitale potrebbe agire in simbiosi con noi.

Per non essere obsoleto nell’era delle IA, il cervello deve diventare bionico. È in atto una dimensione completamente nuova, che non solo influenza il modo di pensare, ma addirittura sopravvive a noi. Tanto è vero che alla morte del corpo non scompaiono anche le tracce digitali lasciate: continuano a esistere sui social media. In simili contesti, sempre più automatizzati, i robot svolgeranno ogni compito, sottraendo il lavoro all’uomo. Occorrerà, pertanto, fornire alla popolazione un ‘reddito universale’, che le consenta di andare avanti, dal momento che nei prossimi vent’anni il 12-15% dei cittadini rischia la disoccupazione.

I progetti del magnate raggiungono perfino lo spazio e mirano a mettere piede su Marte. Dall’alto dei pianeti scendono, poi, alle strade con la progettazione del tunnel sotterraneo di Los Angeles, che dovrebbe risolvere i problemi della congestione urbana. Non solo voli pindarici, dunque, per Musk. Le sue rivoluzionarie idee si muovono a metà strada tra concretezza e astrazione.