di Chiara Santini

L’innovazione arriva anche in aeroporto, in particolare nel medioriente e nel sudest asiatico. L’aeroporto diventa luogo in cui la partenza o l’arrivo non deve essere più ostacolato da file interminabili per il check-in o per il ritiro bagagli. Robot che raccolgono il bagaglio passeggeri all’interno di un ampio giardino situato nell’area aeroportuale, scansioni dei visi per la sicurezza del passeggero prima di passare il check in - che diventa così un’operazione automatizzata - o ancora, robot muniti di uniforme con il compito di garantire pulizia e ordine nella sala passeggeri.

Changi, aeroporto di Singapore, ad esempio è in procinto di costruire un terminale chiamato Jewel: 10 piani con negozi, ristorazione e una cascata di 40 metri circondata da giardino. L’Australia invece è intenzionata ad investire circa 22,5 milioni di dollari per introdurre le nuove tecnologie all’interno dei propri aeroporti, così come anche Dubai: c’è inoltre, dietro tutto questo, un obiettivo principale di propaganda politica da parte dei governi asiatici e del medioriente per poter esaltare il proprio territorio a livello mondiale.

L’aeroporto del futuro sarà perciò sempre più prossimo a un centro commerciale iper tecnologico, dove il passeggerò potrà finalmente sentirsi in sintonia con l’ambiente che lo circonda durante le ore di attesa tra una partenza ed un arrivo.