di Iacopo Barison

Fiona May non ha certo bisogno di presentazioni, poiché è stata per ben due volte campionessa del mondo di salto in lungo. E sempre due sono le volte in cui è riuscita a salire, nella medesima disciplina, sul podio olimpico. A ogni modo, si sa, sport e tecnologia sono sempre più collegate, soprattutto nell’ultimo periodo – si prenda ad esempio il discusso utilizzo del VAR in serie A. Di questo e altro abbiamo parlato con Fiona, in una lunga ed esclusiva intervista.

Ciao Fiona! Sono passati un po' di anni dal tuo ritiro, mi racconti qual è il tuo legame con lo sport oggi?

Da quando mi sono ritirata dall'atletica, non sono certo rimasta con le mani in mano! Ho continuato a far parte del mondo dello sport in vari modi. Ad esempio, ho avuto l’onore di commentare per Sky Sport i Giochi Olimpici di Londra del 2012, ed è stato fantastico. Il momento più bello è stato quando ho potuto intervistare Usain Bolt dopo la sua vittoria della medaglia d'oro nei 100 metri, una grande emozione.

Ho fatto parte anche dell'esecutivo Giunta del CONI per 4 anni (2013-2017) come rappresentante degli atleti, un’esperienza molto formativa. Nel frattempo sono stata chiamata per istituire la Commissione per l'integrazione per la FIGC, e dal 2016 sono nella commissione per il fair play e la responsabilità sociale della UEFA. Purtroppo, ad oggi, non sono mai stata coinvolta in attività con la Federazione Italiana di Atletica Leggera, ma ci sto pensando da quando la mia figlia maggiore, Larissa, ha iniziato a gareggiare. C'è bisogno di cambiamento, ma sappiamo tutti che è difficile in questo periodo.

Nella tua vita privata, che rapporto hai con la tecnologia?

Per lavoro, ma anche nella vita privata, sono costantemente connessa. La mia famiglia e la maggior parte dei miei amici vivono in Gran Bretagna, per cui la tecnologia mi aiuta a rimanere in contatto con loro. Si può dire che accorci le distanze. La utilizzo molto viaggiando, per restare in contatto con le mie figlie. In generale, la tecnologia rende tutto più semplice, e forse è proprio questo il suo scopo: facilitarci la vita.

Quando gareggiavi, invece, qual era il rapporto fra le tue prestazioni, i tuoi allenamenti e la tecnologia? Ti era utile in qualche modo? Oppure doveva ancora farsi strada in ambito sportivo?

Quando gareggiavo, utilizzavo una tecnologia di analisi video dei miei salti per migliorare la tecnica. Poi facevo vari test per rimanere in equilibrio con il mio corpo, per essere in buona salute, per evitare infortuni o stabilire in che condizioni fisiche mi trovassi. Anche qui, come ho detto prima, la tecnologia ci facilitava la vita.

Pensi che si debba porre un confine fra sport e tecnologia, e che quest'ultima in qualche modo tolga naturalezza o spontaneità all'attività agonistica? Mi riferisco, tanto per fare un esempio, al tanto criticato utilizzo del VAR nella Serie A.

Negli ultimi anni, il mondo dello sport è cambiato notevolmente. Ci sono stati miglioramenti in vari sport, cominciando dal tennis, dove la tecnologia viene utilizzata per chiamare la palla fuori nei casi più complicati.

Nell'atletica, invece, che mi riguarda più da vicino, la tecnologia è stata di grande aiuto per misurare le distanze in discipline come il lancio, permettendo di risparmiare una notevole quantità di tempo.

Ma uno dei fenomeni più interessanti è l’emergere (e l’affermarsi) degli E-sports, che stanno diventando molto popolari. Sono stati persino accettati come sport ufficiale dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), seppur per “giocare” si debba restare seduti su una sedia. Alcuni credono che non siano equiparabili agli altri sport, sebbene portino una grande quantità di spettatori, che li seguono attraverso i computer e altri dispositivi da tutto il mondo.

Per quanto riguarda l’introduzione del VAR, io la estenderei anche ad aventi come la Coppa del Mondo. Quando lo faranno, però, rimane da vedere.

Come immagini il futuro dello sport da qui a cinquanta, o addirittura cento anni? Le varie discipline saranno simili ad oggi, o il modo in cui si praticano (e in cui gli spettatori ne fruiscono) cambierà radicalmente?

Il futuro cambierà il volto dello sport, non possiamo farci nulla. Grazie alla tecnologia, possiamo guardare un evento sportivo sui nostri telefoni cellulari, tablet o anche sul computer. Le esigenze dei fan stanno cambiando rapidamente e in qualche modo devono essere soddisfatte. Questo potrebbe creare dei problemi, come il crollo delle presenze negli stadi. Personalmente, credo che alcuni sport potrebbero non sopravvivere a causa del livello di partecipazione inferiore, a differenza di altri che potrebbero sopravvivere in modo inaspettato. Ma non dobbiamo dimenticare che la tecnologia è un alleato prezioso. Se utilizzata in maniera positiva, e soprattutto costruttiva, lo sport potrà anche cambiare radicalmente, però lo farà in meglio.