di Valerio Millefoglie

Il 13 maggio del 1950 Giuseppe Farina fu il primo pilota automobilistico a vincere il Campionato mondiale di Formula 1. Il circuito di Silverstone, in Inghilterra, ha colori pastello nelle immagini televisive dell’epoca. Alla premiazione Giuseppe Farina indossa un copricapo bianco e degli occhialini: assomiglia a un aviatore, arrivato dall’alto invece che dalla pista, da un altro pianeta ad alta velocità. Le cronache dell’epoca lo raffigurano con un immancabile sigaro in bocca e sottolineano che rincorreva la meta ma anche le donne. Il prossimo pilota a tagliare un traguardo storico, epocale, potrebbe non essere un pilota. Potrebbe essere un'auto senza nessuno al volante.

Un esagono bianco con due trattini è il volto e il logo di Roborace, il primo campionato mondiale di auto senza pilota. Vetture a guida autonoma che gareggeranno nei circuiti della Formula E, la categoria dedicata ai veicoli a motore elettrico. Le auto, i cui tre prototipi attuali prendono il nome di Devbot1, 2 e 3, saranno uguali per ogni squadra. Ogni componente meccanica sarà la stessa, dall’aerodinamica al telaio fino alle gomme. Le auto saranno quindi come un hardware. I software saranno gli algoritmi di calcolo in tempo reale e le tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate dalle singole squadre. Il talento sarà sempre quello della prontezza di riflessi e dell’audacia, ma di un conducente che non trova posto in auto, bensì dietro un computer, che dialoga in tempo reale con la vettura attraverso telecamere e sensori. Ogni metro percorso è un dato da elaborare, e ogni auto è dotata di quattro motori e può raggiungere i 300 km/h. Sul podio non saliranno i piloti ma gli sviluppatori di software, il loro sudore sarà quello di chi sta fermo e non di chi corre.

“Roborace è il futuro della tecnologia connessa e autonoma, che entrerà nelle auto in commercio fra tre, cinque o dieci anni”, ha dichiarato in un'intervista Bryn Balcombe, tecnico ufficiale di Roborace. “Stiamo utilizzando proprio il motorsport come acceleratore per tutta questa tecnologia”.

Proprio quest’anno, al Buenos Aires Prix, in una prova in pista Devbot2 ha perso il controllo schiantandosi e lasciando via libera e vittoria a Devbot1. Il profilo twitter ufficiale di Roborace ha commentato: “Mentre cercava di superare i limiti dell’intelligenza artificiale, Devbot2 ha avuto un incidente. Nessun pilota è rimasto ferito”. In un’altra intervista Bryn Balcombe ha spiegato che una delle sfide da superare per l'auto-robot sarà quella di gareggiare su una pista evitando camion, auto, bus.

Facendo il lavoro di un romanzo di fantascienza sarebbe curioso immaginare un ulteriore sviluppo di questo campionato: il primo campionato mondiale di auto senza pilota e di spalti senza pubblico. L’unico brusio che si sente è quello dei motori in pista. La premiazione è silenziosa e invisibile.