di Valerio Millefoglie

“Ora un’altra cosa ti dirò: non c’è nascita di nessuna delle cose mortali né fine per morte funesta, c’è solo mescolanza e poi separazione di ciò che era si unito, ma solo gli uomini chiamano tutto ciò nascita”. A chiamare tutto ciò Teoria degli elementi fu il filosofo pre-socratico Empedocle, il quale definì ognuno dei quattro elementi 'magici' con il termine di 'radici'” (dal greco rhizomata). L’aria è l’elemento del pensiero, le idee portate dal vento, che vivono nel regno della libertà, delle cose che si trasportano e che viaggiano da un luogo all’altro. L’acqua è la purificazione, la sorgente in cui l’uomo cerca le risposte. E in effetti c’è chi queste risposte le sta trovando. Gli scienziati del MIT, il Massachusetts Institute of Technology, in collaborazione con l’Università di Berkeley, in California, hanno creato un dispositivo alimentato a energia solare che può letteralmente estrapolare l’acqua dall’aria.

Anche nei luoghi più aridi della terra, l’aria contiene acqua dolce. Il deserto, insomma, non è un deserto. E l’aria può rendere reale il miraggio di un’oasi. Per essere ancora più reali e precisi: è stato stimato che nell’aria galleggiano sospesi circa 13 trilioni di acqua. L’equivalente del 10% dei laghi di acqua dolce del mondo. Il dispositivo creato dai ricercatori del MIT e dell’Università di Berkeley si basa sul MOF, una struttura di metallo-organico in cui gli elementi, ancora una volta, si uniscono per darne vita a uno nuovo: magnesio, alluminio, molecole organiche che vivono in una struttura porosa capace di catturare e trattenere i liquidi, adattandosi a diversi tipi di umidità. Nella notte il dispositivo assorbe il vapore acqueo, con il sorgere del sole lo trasforma in acqua.

La tecnologia è stata riconosciuta come una delle dieci emergenti al World Economic Forum del 2017. Secondo la charity Water.org la mancanza di acqua pulita incide sull’economia globale disperdendo 222 miliardi ogni anno. “We believe water is the way”, si legge sul sito dell’associazione, “To break the cycle of poverty. To make a bright future possible for all” (“per spezzare il circolo vizioso della povertà. Per creare un futuro radioso per tutti”).

Omar Yaghi, professore di chimica di Berkeley, ha iniziato a sviluppare MOF più di venti anni fa. Oggi immagina un mondo in cui ogni abitazione sarà autonomamente produttrice di acqua. “La chiamo acqua personalizzata”, ha affermato. E il pensiero, trasportato forse dall’aria, non si ferma. Arriva sino a immaginare delle foglie artificiali che trasformano la CO2 in carburante. Murat Sönmez, presidente del Center for the 4th Industrial Revolution e membro del World Economic Forum, ha dichiarato: "Le nuove tecnologie stanno ridefinendo il ruolo delle industrie, stanno spostando i confini tradizionali e creando nuove opportunità su una scala mai vista prima. Le istituzioni pubbliche e private devono sviluppare le politiche, i protocolli e le collaborazioni in modo da consentire alle innovazioni di costruire un futuro migliore”. L’intuizione filosofica di Empedocle è stata una prima goccia d’acqua e d’aria.