di Valentina Della Seta

Secondo i piani della NASA, i primi astronauti atterreranno su Marte intorno al 2030. Nell’attesa gli scienziati sono al lavoro su nuove tecnologie che possono simulare l’esplorazione della superficie del Pianeta Rosso, dei suoi crateri e vulcani. I ricercatori del Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, in California, hanno stretto un accordo con Microsoft per sviluppare le Hololens, occhiali ipertecnologici per la realtà virtuale che tramite un software permettono agli scienziati di esplorare virtualmente e condurre simulazioni di esperimenti scientifici su Marte.

Le Hololens utilizzano una piattaforma di realtà aumentata, che, secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori, permette agli scienziati di creare immagini, sovrapporle e integrarle al paesaggio che stanno osservando. Il software che si utilizza con le Hololens, detto OnSight, utilizza i dati e le immagini raccolte su Marte dal rover Curiosity della NASA, per creare una simulazione olografica in 3D dei paesaggi marziani. Chi le indossa può fare una passeggiata virtuale sul pianeta rosso e interagire con l’ambiente: “Forse non siamo ancora in grado di andare fisicamente su Marte”, ha detto uno degli scienziati che si occupano del progetto, “ma possiamo esplorarlo virtualmente”. Certo non è la stessa cosa, ma dato che il software è stato creato sulla base di immagini reali, i ricercatori sono in grado di ottenere risultati comunque scientificamente attendibili, anche da più di duecento milioni di chilometri di distanza. Ad esempio gli scienziati possono scalare una collina per valutare la vista da quella prospettiva, o ottenere una visione ravvicinata del terreno roccioso del pianeta: “È davvero emozionante pensare che stiamo guardando una riproduzione di Marte basata sulle vere immagini riprese da Curiosity. Non si tratta più di una riproduzione artistica o immaginaria, Marte appare davvero così”.

La tecnologia olografica è utile alla NASA anche per la progettazione di nuove navicelle spaziali. Al JPL stanno infatti disegnando la prossima sonda da inviare su Marte, che secondo i piani dovrebbe essere lanciata nel 2020. Per progettarla al meglio gli ingegneri ne proiettano un modello virtuale della sonda in 3D, così da potersi rendere conto, nel modo più realistico, come si incastrano tra loro i vari componenti, e capire anche se ci sono pezzi da aggiungere o togliere. Quando sarà il momento di viaggiare davvero su Marte, la realtà virtuale sarà ancora molto utile. Si potrà utilizzare infatti per far partecipare le persone interessate, che gli scienziati chiamano “telenauti”, alle missioni spaziali. E il momento è davvero molto vicino.