di Caterina Vasaturo

In un’epoca in cui la fruizione dei contenuti avviene sempre più da dispositivi digitali, le regole dell’editoria sono in continuo aggiornamento e il publisher è costantemente messo alla prova. Le sue competenze devono arricchirsi ogni giorno. Ma non è affatto un’impresa semplice restare in equilibrio, quando esplode il numero delle piattaforme in rete. Occorre sapersi destreggiare, per non cadere nelle trappole tese dal web. In altre parole, è necessario un approccio educativo, prima che operativo, all’utilizzo dei social network. Solo in questo modo i nuovi media, spesso concepiti come nemici dell’informazione tradizionale, possono, invece, diventare strumenti preziosi per la pubblicazione delle notizie. È quanto ha intuito il Washington Post. Il quotidiano statunitense utilizza, in via sperimentale, gli Instant Articles, consentendo agli utenti di accedere alla testata editoriale direttamente dall’app di Facebook, riducendo drasticamente i tempi di connessione. Per velocizzare ulteriormente l’accesso ai contenuti, il giornale sta valutando anche l’idea di ottimizzare il proprio portale con la tecnologia AMP, l’acceleratore di pagine su mobile lanciato da Google.

Vi sono, poi, siti che ‘imitano’ applicazioni di successo. Come il blog d’attualità Mashable, che ha recentemente lanciato il formato dei video e della grafica animata Mashable Reels, sulla scia delle note Instagram e Snapchat Stories. In linea di massima, il ritorno sull’investimento è tanto più immediato quanto più è innovativa la piattaforma scelta. E quando non è possibile innovare ricorrendo solo alle proprie forze, appaiono assai vantaggiose le partnership. Bloomberg Media, per esempio, ha finora costruito i propri contenuti in autonomia, ma è pronta a scoprire i benefici della cooperazione. Collaborerà, infatti, con Twitter per la realizzazione di un canale video di notizie in streaming attivo 24 ore al giorno. Per i complottisti la decisione degli editori di allearsi ai social è legata esclusivamente agli introiti pubblicitari. Indubbiamente, la stampa sta affrontando da anni una crisi pesante, da cui tenta faticosamente di uscire. Ma attaccare i nuovi media non è la strada giusta. Al contrario, il digitale sta contribuendo in modo decisivo a riconfigurare il mondo dell’informazione, dando linfa vitale alle notizie.