di Mattia Nesto

 

Molte volte si ragiona sugli effetti negativi della globalizzazione e su come le grandi multinazionali abbiano di fatto soggiogato il mercato. Tuttavia vi sono delle iniziative che potrebbero fare cambiare tali negative considerazioni. È il caso del progetto, firmato da Samsung, delle 'smart schools', un innovativo sistema che coniuga l’apprendimento alla tecnologia. Il progetto oggi coinvolge più di 3.000 scuole nel mondo e parte dal presupposto che uno dei grandi problemi odierni sia la mancanza di accessibilità tecnologica. Per questo motivo il colosso hi tech sudcoreano ha sviluppato una vera e propria rete di istituti e classi che sono state dotate delle più moderne tecnologie, come tablet oppure LIM (le cosiddette lavagne elettroniche) e che quindi sono in grado di fornire un’educazione di primo piano ai propri studenti.

Molto interessanti poi sono stati gli investimenti in Africa. La sede africana di Samsung ha infatti gestito congiuntamente la diffusione di internet nelle scuole con la diffusione dell’energia solare. Questo lavoro è stato svolto in collaborazione con il KERIS (il Servizio Informazione per la Ricerca della Corea del Sud), facente direttamente capo al Ministero dell’Educazione. La fornitura di tablet e di pc all’avanguardia nelle scuole africane è stato un vero e proprio balzo nel futuro per gli studenti, che sono stati in grado anche di seguire lezioni a distanza grazie allo streaming o al satellite. In Ghana invece ci si è particolarmente concentrati sull’educazione femminile, seguendo il progetto “Empowering Young Women”. Gli istituti femminili del Paese infatti versavano nelle posizioni più basse dei ranking sulla qualità dell’insegnamento: ora le studentesse possono essere, finalmente, al passo con i tempi sia in termini di educazione che di tecnologia. Anche in Italia l’azienda sudcoreana ha realizzato questi progetti, come, ad esempio, presso la Scuola Primaria di Secondo Grado di Sassello, in provincia di Savona, dove è stata realizzata la cosiddetta “aula smart”. Oggi gli studenti di tutto il mondo sono un po’ più vicini gli uni agli altri.