di Iacopo Barison

 

Il 10 marzo 2016 l’ITB Berlin Hospitality Day ha avuto un ospite speciale. Si trattava di Mario, il robot che può lavorare in hotel, ed era il primo esperimento a livello mondiale in questo settore.

A più di un anno di distanza, i cosiddetti hospitality robots sono diventati più di una semplice moda. Molti proprietari di hotel e catene di gestione alberghiera, infatti, hanno cominciato a prendere in considerazione l'assunzione di un robot per svolgere alcuni dei compiti tradizionali. E non solo: Yelp Eat24, un app per la consegna di cibo a domicilio, ha annunciato di voler utilizzare un robot per le consegne nei quartieri Mission e Potero Hill di San Francisco. Anche Domino's Pizza sta testando dei robot per la consegna di pizze in Europa e Nuova Zelanda.

Lo stesso Mario è stato giudicato positivamente dall'hotel Marriott, in Belgio, che lo ha utilizzato per dare le chiavi ai clienti. Questa prima esperienza ha stimolato la struttura ad adottare e sostenere l'innovazione tecnologica, come nel caso di Marriott TestBed, un progetto incentrato sulla trasformazione del futuro del viaggio e dell'ospitalità.

Poi c’è il caso dell’Henn-na Hotel (che in inglese significa The Weird Hotel), la prima struttura robotizzata in Giappone. Al check-in, gli ospiti possono parlare con un robot umanoide, oppure con un dinosauro che parla anche inglese. Visto l’entusiasmo dei clienti, i proprietari stanno prendendo in considerazione l’idea di formare una rete di oltre 100 strutture in tutto il paese.

Eric Wesselman, capo della trasformazione digitale a KPMG NL, ha dichiarato che i robot stanno entrando rapidamente nel settore dell’accoglienza. "Nel front office forniscono un nuovo tipo di esperienza ai clienti", ha detto. “I robot possono essere utilizzati per servizi di controllo/reception, servizi di intrattenimento, pulizia, manutenzione, servizio in camera, gestione dei dipendenti, gestione dell'energia elettrica e servizi di sicurezza/sorveglianza. Nel back-office, invece, possono aiutare le imprese a svolgere attività amministrative a costi inferiori con un livello di qualità eccellente”.

Guardando al futuro, l’utilizzo dei robot potrebbe essere in deciso aumento, pronto a imporsi sul mercato e a integrarsi coi servizi già esistenti. Wesselman ritiene che le aziende del settore ospitalità vogliano sempre più impiegati robotizzati sul loro libro paga, e presto potrebbero prendere in considerazione una forma più seria di chief technology officer, tra cui un'organizzazione a sostegno delle nuove tecnologie applicate agli hotel. "Possiamo prevedere che i robot diventeranno una parte sempre più importante della nostra vita quotidiana, costringendo così l'industria dell'ospitalità a tenere il passo con gli ultimi sviluppi", ha detto Wesselman, concludendo che in molti sembrano intenzionati a sperimentare i robot, ma occorreranno tra i 15 ei 20 anni affinché l'industria possa testimoniare una piena integrazione.