di Caterina Vasaturo

 

Mentre nel settore manifatturiero le macchine occupano in modo fisico gli spazi, l’intelligenza artificiale s’infiltra nel mondo professionale in maniera più velata, ma non per questo meno minacciosa. Almeno secondo Kai-Fu Lee. L’ex presidente di Google Cina, esperto investitore nel campo delle tecnologie informatiche, pensa che l’abilità dei computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana possa rimpiazzare milioni d’impiegati. A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto i “colletti bianchi”, vale a dire coloro che svolgono mansioni meno fisiche, ma spesso più remunerate rispetto al lavoro manuale compiuto dai colletti blu. Lo provano alcuni investimenti della Sinovation Ventures, la compagnia di Lee, come quello destinato alla Smart Finance Group, società che ricorre all’apprendimento automatico per determinare giorni di paga e prestiti, o per gestire al meglio il servizio clienti, la formazione e altre attività di routine. L’impatto dell’IA sulle giovani industrie, secondo la superstar dell’Internet cinese, facilita importanti operazioni: consente, ad esempio, di usufruire di grandi quantità di dati etichettati e di velocizzare la ricerca (soprattutto nel campo legale e contabile) di migliaia di documenti. L’intera società ne sarà profondamente influenzata e non necessariamente in negativo. Se la visione pessimistica di Lee lo spinge a credere che saranno a rischio le posizioni con competenze più qualificate in ambito finanziario, gli economisti sostengono, invece, che basterà trovare il giusto equilibrio e tracciare le regole di una pacifica convivenza tra l’uomo e la macchina, affinché si possano creare nuove imprese. Di conseguenza, i posti di lavoro disponibili saranno più di quanti ne potrà distruggere la tecnologia. Robot e smart machine non saranno nemici dei dipendenti, ma validi collaboratori, e renderanno le attività svolte oggi da professionisti qualificati delle semplici funzioni a basso costo. L’automatizzazione lancerà modelli organizzativi rivoluzionari e strategie di business innovative, che rivisiteranno completamente i settori attualmente ad alto margine, trasformando compiti complessi in semplici servizi informatici, vere e proprie utilities.