di Francesco Musolino

 

Il più grande business del futuro, la fonte energetica destinata ad acquistare più valore, smuovendo gli interessi economici e gli equilibri internazionali – con il rischio tangibile di poter provocare lo scoppio di conflitti – è senza dubbio l’acqua. Oggi, in tutto il mondo, circa 850 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile e il consumo di acqua contaminata trasmette una grande varietà di malattie pericolose, tra cui il colera, la dissenteria e il tifo, causando oltre mezzo milione di morti all'anno.

La soluzione al problema potrebbe arrivare grazie ad un team di ricercatori dell'Università di Buffalo, che ha sviluppato un depuratore ad energia solare in grado di disinfettare l'acqua più rapidamente con l’ausilio della carta carbone, con un costo minore e una maggiore efficienza rispetto ad altri modelli già in uso.

"L'energia solare è fondamentalmente gratuita – afferma Qiaoqiang Gan, professore di ingegneria che ha guidato la ricerca – e in alcuni paesi delle aree tropicali non vi è alcun accesso alle fonti energetiche, eppure si dispone di un'abbondanza di energia solare pressoché inutilizzata".
Il dispositivo somiglia ad un triangolo, la carta nera di carbonio è drappeggiata su una forma triangolare e si impregna come una spugna. La forma inclinata scelta per il dispositivo ne aumenta l’efficacia, poiché evitando un’esposizione diretta e frontale al sole, fa in modo che la carta rimanga fresca. Così facendo la carta carbone rimane al di sotto della temperatura ambiente, assorbe calore, compensando la perdita di energia solare durante il processo di vaporizzazione.

In realtà il team ha modernizzato un antico procedimento solare, che si utilizzava per far evaporare l'acqua e lasciarsi alle spalle i contaminanti nel raccolto, difatti quando il vapore acqueo si raffredda e condensa, può essere isolato ed eliminato facilmente.

Le finalità commerciali sono evidenti. “Questo prototipo può condensare e raccogliere tra 10 e 20 litri ogni giorno – afferma Gan – e dal momento che la donna adulta media ha bisogno di circa 2,7 litri di liquidi al giorno e l'uomo medio ne ha bisogno di circa 3,7 – di cui circa l'80% proviene da bevande – in teoria sarebbe in grado di fornire acqua potabile giornaliera sufficiente per una famiglia”. Secondo le stime di Gan il dispositivo dovrebbe costare circa $ 200 e potrebbe essere disponibile entro un anno, decisamente più economico rispetto ad altri dispositivi realizzati con costosi nanomateriali.

Ad esempio, gli scienziati di Stanford hanno creato un minuscolo filtro per l'acqua usando "nanoflakes" di molibdeno, diverse aziende hanno cercato di utilizzare la nanocellulosa per il trattamento delle acque mentre un nanofiltro di un ingegnere tanzaniano ha vinto il premio per l'innovazione africana dalla Royal Academy of Engineering del Regno Unito.

Il dispotivo ideato dal team di Gan può essere utilizzato su qualsiasi tipo di superficie d'acqua – un lago, uno stagno, persino l'oceano – sfruttando l’energia solare, “andando incontro alle esigenze locali e alla diversa qualità dell’acqua” e il filtro di carta carbone “è in grado di rimuovere quasi il 100 percento di batteri, virus e composti organici come l'arsenico”, afferma Gan.

Attendiamo con fiducia gli sviluppi, in attesa che la prima famiglia ad una qualsivoglia latitudine, possa avere fra le mani questo dispositivo low cost per rimediare anche a piccole situazioni di emergenza.