di Jacopo Cirillo

 

Futurama, la celebre serie animata di fantascienza creata da Matt Groening nel 1999, prende le mosse da Philip J. Fry, un semplice fattorino di una pizzeria newyorchese che, per sbaglio, finisce in una capsula per il sonno criogenico e si risveglia a New New York esattamente mille anni dopo. Ma questo lo sappiamo tutti. Quello che forse non sappiamo è che esistono davvero luoghi in cui un essere umano, molto probabilmente un miliardario, può congelare il suo corpo per decine, centinaia di anni. Il più celebre si trova in Arizona: Alcor Life Extension Foundation, con oltre cento frigoriferi per accogliere quelli che loro chiamano “i nostri pazienti”. Un luogo costruito per ospitare i corpi degli ottimisti, lo definisce Mark O’Connell, autore e vincitore del Wellcome Book prize per il suo libro To Be a Machine.

Per quale motivo persone come l’inventore e imprenditore americano Ray Kurzweil, il pioniere delle nanotecnologie Eric Drexler e il fondatore di PayPal Peter Thiel dovrebbero entrare in un gigantesco frigorifero di loro spontanea volontà e rimanerci congelati per chissà quanti anni? Le risposte sono nel cosiddetto movimento transumanista (presente anche in Italia con una vera e propria associazione), riassumibili con le parole di O’Connell: la loro convinzione è che l’uomo potrà e dovrà eliminare l’invecchiamento come causa di morte e riuscirà a usare la tecnologia per aumentare il proprio corpo e la propria mente; fondersi con le macchine, ricrearsi completamente nell’immagine dei suoi più alti ideali. Insomma: diventare un cyborg. Solo che ci vuole ancora un po’ di tempo – gli scienziati parlano del 2030 come inizio di tutto.

L’idea alla base del transumanesimo non è certo nuova: nel passato abbiamo creato protesi come gambe di legno, denti di porcellana, occhiali da vista e apparecchi acustici. Nel futuro, però, le possibilità potrebbero essere virtualmente infinite con, per esempio, impianti per aumentare i nostri sensi, di modo da percepire le radiazioni infrarosse o ultraviolette, oppure migliorare i nostri processi cognitivi connettendoci a memorie esterne. Lo scopo è chiaro: produrre esseri umani superiori, simili a coloro che l’umanità ha sempre chiamato Dei.

Al museo V&A di Londra ha da poco aperto The Future Starts Here, un’esposizione sullo stato dell’arte della tecnologia legata al miglioramento transumano, portando con sé le direttrici di un dibattito, soprattutto etico, che inizia a prendere sempre più importanza nella comunità scientifica ma che, nelle narrazioni fantascientifiche, è sempre stato presente: è moralmente giusto modificare l’essere umano e migliorarlo? È eticamente legittimo provare a trarre in inganno la natura?

Sicuramente, e in molti casi, questi nuovi orizzonti tecnologici e biologici sono stati pensati e realizzati per aiutare i pazienti infortunati, malati o anziani. Il problema è che, poi, vengono usati anche da giovani in piena salute per migliorare le loro performance e il loro stile di vita. Blay Whitby, esperto di intelligenza artificiale dell’Università del Sussex, sostiene che tra pochi anni gli atleti che correranno i cento metri con lame di carbonio al posto delle gambe riusciranno ad andare più veloci dei corridori normali. Cosa gli impedirà nel futuro, allora, di farsi impiantare di proposito lame di carbonio al posto delle gambe per vincere la medaglia d’oro? D’altra parte, si chiede Kevin Warwick dell’Università di Coventry riferendosi alle sorelle Willimas, prendere due ragazze di cinque anni e allenarle a giocare a tennis tutti i giorni finché non sviluppano la muscolatura da campionesse del mondo non sarebbe altrettanto immorale?

Abbiamo visto, fino a qui, come tutto sia effettivamente molto complicato. E non si è parlato ancora dell’argomento più scottante: la morte. I transumanisti sono convinti che la tecnologia del futuro prossimo permetterà all’uomo di vivere praticamente all’infinito, liberandolo dalla fragilità del suo corpo. Organi malati sostituiti dalla loro versione hi-tech, braccia e gambe di carbonio, sangue e ossa artificiali e, magari, vista a raggi-x. Indubbiamente il pensiero è affascinante, e una domande retorica aleggia nella testa di molti: alla fine, che cosa c’è di male nel sostituire un organo malato con uno sano, o una muscolatura debole con una performante?

Certo, ci vorrà ancora qualche anno e molti miliardari stanno pensando di congelarsi per non dover attendere troppo. Mentre loro aspettano lo scongelamento, tuttavia, noi potremmo guardare prima una puntata di Futurama, poi andare fuori al bar con i nostri amici, le nostre gambe e, se non esageriamo con il bere, il nostro fegato.