di Iacopo Barison


La creatività e la cultura hanno sempre contribuito all'evoluzione della nostra società, ma negli ultimi anni c'è stata una crescente consapevolezza del valore delle arti come motore economico. Le città hanno capito che una vibrante offerta culturale aumenta la qualità della vita e i numeri sembrano confermarlo. New York è sede di circa 14.000 imprese legate all'arte che impiegano più di 300.000 persone, generando entrate per 230 miliardi di dollari ogni anno. Il settore creativo di Londra vale 35 miliardi di sterline e impiega circa 800.000 persone. Ma a Dundee, una piccola città sulla costa orientale della Scozia, le industrie creative producono un fatturato totale annuo di 190 milioni di sterline e forniscono lavoro a 3.000 persone. Eppure, se si considera che la popolazione della città è di appena 150.000 abitanti, si capisce l’importanza del settore culturale per il suo benessere economico.

Dundee è senza dubbio una città dinamica, con una forte identità culturale e una storia di innovazione e creatività. Ma alla fine degli anni '80, il profondo declino postindustriale aveva trasformato la città nell'ombra frammentata di se stessa. Ora, però, la città famosa per la iuta, la marmellata e il giornalismo – i tre punti cardine della sua economia – può vantare università riconosciute a livello internazionale e un grande sviluppo di farmaci e progressi medici, per non parlare del design e del settore creativo fiorente.

Il nuovo edificio Victoria and Albert di Kengo Kuma, che si trova nel cuore del lungomare appena riqualificato con 1 miliardo di sterline, sta già avendo un effetto positivo, con investimenti che si riversano nella città e nelle imprese che dovranno accogliere i molti turisti attesi.

L'economista Allen Scott fa riferimento alla “new economy” delle città postindustriali dicendo: "Le peculiari forme di ordine economico che sono in ascesa oggi rappresentano un netto allontanamento dalle strutture di produzione massiccia e dai rigidi mercati del lavoro che caratterizzavano fordismo. Questo è il momento dell’alta tecnologia, della produzione neo-artigianale, dei servizi commerciali e finanziari e dell’industria culturale”.

Tutti questi aspetti possono riassumere la situazione attuale di Dundee, dove si cerca di coltivare e conservare talenti diversi e appartenenti a vari settori. Per di più, il fatto che V&A aprirà a Dundee il suo primo edificio al di fuori di Londra – oltre al recente status di City of Design Unesco – significa che la città è stata finalmente riconosciuta come una capitale del design contemporaneo. Ma il suo percorso non è altro che il risultato di una forte partnership fra governo, autorità locali, agenzie, industria, università e istruzione, in cui organizzazioni e persone con mentalità affini hanno condiviso la stessa ambiziosa visione.