di Gianmaria Raimo

Quattro nuove specie di dinosauri, e di quelle appartenenti alla famiglia più misteriosa e meno nota. Sono le ultimissime novità in questo campo che affascina bambini quanto adulti, e che pur riferendosi ad animali vissuti centinaia di migliaia di anni fa, non cessa di stupirci con scoperte sempre nuove.

I sauropodi sono un gruppo ben noto anche agli ignoranti in materia: grandi dimensioni, zampe tozze e cilindriche come colonne, lunghe code e ancor più lunghi colli. Il brontosauro, per dire il più famoso, o il diplodocus. Purtroppo di questi enormi bestioni si sa molto poco, e per un motivo tecnico: esistono pochissimi fossili, soprattutto di alcune parti del corpo fondamentali. Infatti questi rettili erano ovviamente molto comuni, e le loro ossa erano notevolmente grandi; ciononostante ci sono pervenuti pochi resti. La prima ragione è che i crani dei sauropodi erano estremamente fragili: è quindi raro che non siano andati distrutti subito, e ancor più raro che si siano conservati come fossili studiabili. E questo ha delle implicazioni notevoli, perché dal cranio si deducono: le dimensioni e la forma del cervello; la posizione e la struttura dei principali organi di senso (naso, bocca, occhi, orecchie); la parte iniziale dell'apparato digerente, dentatura in primis. In secondo luogo, anche le ossa del resto del corpo sono molto fragili: infatti quelle strutture mastodontiche e pesantissime erano supportate non solo da materiale osseo ma da parti squamose e cartilagini; una volta che quelle vengono meno con la decomposizione, tutto l'apparato scheletrico crolla miseramente.

Perciò è una vera e ottima notizia il ritrovamento nel Wyoming di non uno ma due crani di Galeamopus, che hanno portato al battesimo della sottospecie Galeamopus pabsti. Dinosauro del tardo Giurassico, appartiene alla famiglia allargata del Diplodocus, e ha vissuto contemporaneamente ad esso. Ma per una specie che viene svelata, c'è un mistero che s'infittisce: infatti gli esemplari hanno uno scheletro che presenta alcune caratteristiche di un animale giovane; ma l'esame cellulare delle ossa porterebbe a una conclusione opposta, che si tratti di un esemplare adulto e sessualmente maturo. C'è ancora molto da scoprire, e il futuro non potrà che riservarci sorprese riguardanti il passato.