È europeo, riesce a tradurre un milione di parole in un secondo e si basa su una tecnologia di artificial intelligence che si permette di «sfidare Google» sul suo stesso terreno. DeepL Traduttore, lanciato dall'azienda tedesca Deepl, si propone come alternativa potenziata del più noto translator brevettato dal colosso di Mountain View.  Il punto di forza, o meglio, i suoi punti di forza? La sua architettura neurale (il software che esegue le traduzioni) si alimenta con un supercomputer posizionato in Islanda, forte di una capacità di 5,1 petaFlops: l'equivalente di 5.100.000 000.000.000 operazioni al secondo. Uno standard che permette a Deepl di insidiare i primati dei software sul mercato, con l'aggiunta di una vasta scelta di idiomi: il sistema supporta 42 combinazioni linguistiche ed è pronto ad espandersi su lingue con un enorme bacino di clientela come mandarino, russo e giapponese. Secondo i dati comunicati in occasione del lancio, i clienti che hanno sperimentato la sua tecnologia sono risultati più soddisfatti rispetto a Big G con un rapporto di 3 a 1. Bisognerà capire la sua resistenza su un business già affollato di prodotti simili, nella corsa dei big delle tecnologie verso le traduzioni (quasi) umane.