di Iacopo Barison

Quest'anno ricorre il settantesimo anniversario dell'indipendenza indiana e il London's Science Museum ha deciso di festeggiarlo con due grandi mostre: una per celebrare la fotografia in quanto medium nel subcontinente e l'altra per fare il punto sulle varie innovazioni che si sono susseguite in campo scientifico e tecnologico.

Illuminating India: Photography 1857-2017, è la prima mostra a documentare la storia della fotografia in India e comprende sia il materiale d'archivio che quello contemporaneo. Esporrà alcuni lavori di Ahmad Ali Khan, il primo fotografo indiano conosciuto, oppure di Marahaja Ram Singh II, la prima e pertanto storica fotogiornalista femminile del paese, fino ad arrivare a fotografi contemporanei e pluripremiati come Magnum’s Sohrab Hura. Ci saranno anche fotografie dell'India scattate da non indiani, tra cui Henri Cartier-Bresson, Werner Bischof, Margaret Bourke White, Lucien Hervé, Mitch Epstein, Vasantha Yogananthan e Olivia Arthur.

In questo modo si spera di evidenziare l'importanza del medium nel documentare la cultura, il paesaggio, l'architettura e le persone del subcontinente. Gran parte del materiale viene esposto per la prima volta nel Regno Unito.

La seconda mostra, Illuminating India: 5000 Years of Science and Innovation si concentra invece su scienziati e pensatori appartenenti alla storia indiana. Le opere esposte spaziano dai primi pesi standardizzati, risalenti alla civiltà della Valle dell'Indo, ai manufatti del programma spaziale indiano.

Il museo ospiterà anche una serie di proiezioni cinematografiche, workshop, tavole rotonde e performance dal vivo.

“La storia e la cultura dell'India si fondano su una ricca tradizione di pensiero scientifico e innovazione", ha dichiarato Ian Blatchford, direttore del Science Museum Group. “Le storie che mostreremo non solo hanno plasmato l'India, ma hanno avuto un significato più ampio e globale”.