di Caterina Vasaturo

Quante volte, nell’ammirare le prodigiose funzioni di uno smartphone di ultimissima generazione, avete pensato: “Caspita, le ha davvero tutte… ci manca solo che prepari il caffè”? Ebbene, l’ironia può essere messa da parte, perché oggi la battuta un po’ scontata si trasforma in realtà con Mokase. La rivoluzionaria cover made in Italy eroga 25 ml di espresso in un tempo da record, stimato tra i 5 e gli 8 secondi. Nata dal genio creativo di due giovani campani, Clemente Biondo, imprenditore con la fissa per le invenzioni, e Luigi Carfora, co-fondatore dal gran fiuto per le buone idee, e progettata per i modelli di punta dei principali brand di telefonia mobile, come Apple, Samsung, Huawei e LG, la custodia multi-utility ha subito riscosso un formidabile successo. Appena lanciata sul mercato ha, infatti, conquistato già quaranta Paesi. Che sia classica, tostata o arabica, la cialda monouso dalla forma rettangolare, progettata con un materiale interno capace di garantire la conservazione del prodotto per almeno tre mesi, lascia le papille gustative più che soddisfatte. L’utilizzo è semplicissimo: basta inserire la Mokaroma all’interno dell’apposito alloggiamento, una fessura laterale del case, azionare il dispositivo di erogazione tramite l’app da installare sul cellulare e, riscaldata la resistenza, dopo un breve segnale acustico, la profumata bevanda è pronta per essere assaporata. Il liquido, che fuoriesce da un tubicino di alluminio, è riscaldato fino a 50-60 gradi da una batteria in litio-metallo, garante del funzionamento dell’intero meccanismo high-tech. A discapito di quanto si possa pensare, la cover, sebbene più spessa di quelle normalmente acquistate, non è ingombrante, al contrario. Il suo stile è minimal e, come si legge sul sito dell’azienda del casertano, “risponde ai più contemporanei canoni estetici e funzionali”. Altro fattore importante, non è trascurata la sicurezza del telefono, perfettamente isolato dall’area destinata alla somministrazione della bibita. Ma il caffè è un piacere, diceva il buon Manfredi in un famoso spot. E il Mokase, se, da un lato, ha l’indiscusso vantaggio di fornire un espresso dove e quando si vuole, tenendolo a portata di smartphone, dall’altro rischia di sconvolgere il rituale tutto italiano che fa del macinato il miglior compagno di chiacchierate. In più, la domanda nasce spontanea: chi è che va in giro, portando in tasca una tazzina?