Io ho sempre pensato che l'importante sia ascoltare gli artisti. Ho fatto questa lista dei futuri, si chiama La mia grotta dei futuri, per cui ho chiesto a un centinaio di artisti di dirmi come sarà il prossimo decennio.L’artista thailandese Rirkrit Tiravanija dice: "Il futuro sarà cromo". Olafur Eliasson, danese, dice: " The future will be curved". Dice Tino Sehgal, tedesco, che il futuro sarà soggettivo, avremo un decennio soggettivo, dunque un grande momento di intersoggettività. L’inglese Douglas Gordon che il futuro sarà "bouclette". È molto importante anche il punto di vista del messicano Pedro Reyes, per il quale il prossimo decennio sarà "asimmetrico". Mentre per Philippe Parreno, artista e autore francese, il futuro non esiste, ma è "in snapshots". La sua connazionale Dominique Gonzalez-Foerster dice, riferendosi al climate-change, che il futuro sarà tropicale, un decennio tropicale anche in Europa. Secondo l’americano John Baldessari il futuro sarà "teso". Secondo Paul Chan il futuro non va da nessuna parte senza di noi. Questi sono alcuni dei "futuri" che ho collezionato, perché penso che come curatore sarebbe pretenzioso voler predire il futuro: un curatore non è un futurologo.

 

Ciò che posso fare è estrapolare alcuni di questi spunti forniti dagli artisti. Penso che se guardiamo al presente ci accorgiamo che ogni luogo può essere centro, e questa è sicuramente una tendenza che nel prossimo decennio diventerà più forte, la polifonia dei centri, motivo per cui avremo bisogno di nuove carte del territorio, di nuove mappe. Penso che viviamo in un arcipelago, penso che il prossimo decennio sarà meno continentale, piuttosto un decennio di arcipelago in cui città e villaggi saranno glocali, immersi in realtà che diverranno parallele. Siamo nella condizione post-identità, e naturalmente anche l’intelligenza artificiale imporrà un nuovo senso alla parola ’identità’: penso che l'identità sempre più sarà una scelta. Le grandi innovazioni tecnologiche e sociali promuovono sempre uno slittamento nella percezione del sé: così forse l’Intelligenza Artificiale mostrerà nuove caratteristiche dell’umano. Come diceva sempre Robert Bresson: "Il cinema sonoro ha inventato il silenzio".

Hans-Ulrich Obrist