di Roberta Vasta

 

Un recente studio ha rivelato che, a seguito del cambiamento climatico, centinaia di città nel mondo sono a rischio di inondazione. Ciò ha spinto architetti ed urbanisti a trasformare i disastri naturali in occasioni di sviluppo.

La città di Chicago ha stanziato grandi investimenti per reimmaginare la gestione dell’acqua piovana. Questa nuova progettualità ha portato alla costruzione di più di 100 Green Alleys, strade dalla pavimentazione permeabile che permettono all’acqua di essere filtrata e drenata nel terreno. Nello specifico, a Pilsen, nella zona a sud ovest di Chicago, si trova una strada lunga due miglia che è stata a buon diritto definita “la più ecologica d’America”.

In Cina  il governo ha commissionato a UrbanLab, studio di Chicago, la  costruzione di 16 cosiddette “Città Spugna” per cercare di risolvere il problema della scarsità di acqua dolce di cui soffrono molte città a causa della rapida urbanizzazione che sta interessando il paese.

L’area del futuro arcipelago di Yangming è un bacino fluviale sotto il livello del mare soggetto a forti piogge e, per questa ragione, soffre spesso di inondazioni.  Perciò, UrbanLab ha progettato un piano grazie a cui l’acqua fluirà tutta al centro di questo arcipelago composto da isole nelle quali saranno presenti i maggiori edifici, così da creare un enorme lago.

Durante l’uragano Sandy, nel 2012, l’intera area delle Meadowland in New Yersey fu devastata. In seguito a questo spiacevole episodio, uno studio d’architettura di Rotterdam, ZUS, in collaborazione con il MIT, ha realizzato un progetto che unisce l’utile al dilettevole, creando un sistema di argini rialzati chiamati berms all’interno dei quali sviluppare degli spazi dedicati all’intrattenimento.

In uno slum in Bangladesh, è partito il progetto pilota di Waterstudio, uno studio olandese che costruisce esclusivamente strutture galleggianti. In questo caso si tratta di alcuni container dotati di mobilità, costruiti su fondamenta formate da migliaia di bottiglie di plastica. All’interno di questi container, chiamati City Apps, si troveranno un’unità sanitaria e una cucina.