di Iacopo Barison

 

Settimana dopo settimana, i titoli sulla cybersecurity dominano le pagine delle agenzie di notizie. I criminali continuano a colpire organizzazioni e individui di alto profilo, spesso su larga scala, e non mostrano segni di rallentamento. Dal furto di dati personali alle fughe di informazioni finanziarie, passando per la diffusione di materiale protetto da copyright, questi attacchi si verificano sempre più spesso. Oltretutto, sembra che i criminali abbiano bisogno di soli nove minuti per “riversare” i dati hackerati sul deep web, e indipendentemente dalle misure adottate per prevenire le violazioni, quest’ultimi trovano modi sempre più innovativi per aggirarle.

All’interno di un tale scenario, diventa fondamentale se non obbligatorio ridurre l'impatto degli attacchi informatici. In un mondo in cui gli hacker stanno diventando sempre più intelligenti, cosa possiamo fare? La risposta sta nell’innovazione tecnologica, come ad esempio la biometria, l'analisi predittiva e l'intelligenza artificiale. In particolare l’AI sta affrontando la sfida dei protocolli di sicurezza “legacy” nel settore bancario, i quali faticano a stare al passo coi tempi, e quindi anche a difendersi dagli attacchi. Innovare e assecondare il passaggio dai sistemi e protocolli tradizionali a quelli più moderni gestiti da AI significa abbracciare il futuro digitale in maniera sicura.

D’altronde, gli hacker non vivono nel passato ma nel presente, e sono sempre alla ricerca di modi per sfruttare i punti deboli dei sistemi e creare nuove minacce, ancora sconosciute ai sistemi di sicurezza. Non esiste quindi un’unica soluzione, un antidoto per fermare ad esempio i furti di identità o denaro digitale. Bisogna affrontare questa sfida utilizzando più strumenti interconnessi fra loro, in modo che lavorino insieme per salvaguardare i pagamenti sicuri, prevenire gli attacchi e – dove necessario – rilevare e gestire eventuali intrusioni.

Pertanto, è necessario rivedere i protocolli e garantire che l'anello più debole della catena non sia un punto di accesso per gli hacker, integrando la sicurezza nei nostri sistemi. Soltanto superando i criminali in termini di innovazione si può vincere questa battaglia.

Un perfetto esempio di come ci si possa difendere è dato dalla biometria. La tecnologia funziona perfettamente come misura di autenticazione, spesso lavorando a fianco delle password tradizionali per fornire livelli più elevati di sicurezza. È possibile integrarla con la scansione di impronte digitali e del viso. Nel tempo, a intervalli regolari, sostituisce le varie password e le comunica all’utente, consentendo non solo una maggiore comodità, ma anche una maggiore sicurezza

Eppure tutto ciò è inutile se la sicurezza non viene integrata con la semplicità user-friendly che ad oggi è lo standard. Bisogna quindi incorporare soluzioni di sicurezza di nuova generazione in modo semplice e impercettibile, nella vita di tutti giorni, per far sì che questi strumenti si diffondano. Ad esempio, le tecnologie di sicurezza basate sui gesti che identificano il nostro comportamento sono difficili da aggirare, poiché quasi impossibili da imitare, per cui hanno un potenziale enorme.

“Solo congiungendo gli sforzi in modo trasversale possiamo affrontare i rischi derivanti dall’hacking”, dichiara Ajay Bhalla, presidente della Global Enterprise Risk and Security. “L'evoluzione digitale non mostra segni di rallentamento, perciò richiede ulteriori investimenti per proteggere i nostri dati. Solo con una mentalità innovativa potremo superare i nostri avversari”.