di Caterina Vasaturo

 

Sovrappopolazione, congestione del traffico, inquinamento e cambiamento climatico sono solo alcuni dei problemi derivanti dall’urbanizzazione degli ultimi anni. Ma esiste una valida soluzione per ognuno di essi.

È la smart city, la città interconnessa e digitalizzata. Il suo sviluppo, tuttavia, non è completamente attuabile nel presente. Nonostante gli sforzi dei governi mondiali e il ricorso sempre più frequente alla tecnologia, c’è ancora tanto da fare. Persistono, infatti, alcuni ostacoli che è necessario scavalcare, perché si possa raggiungere davvero l’innovazione. Fra questi, l’incapacità di collaborare a tutti i livelli della comunità.

La governance deve saper creare una rete partecipativa che tenga conto di ogni competenza necessaria alla realizzazione di una città intelligente, e che condivida visioni e strategie. Invece, la maggior parte dei consigli comunali tende a lavorare con un unico provider anziché optare per le proposte pilota di più fornitori, specializzati in singoli ambiti e, di conseguenza, pronti a rispondere alle esigenze reali della società.

Anche i costi possono rivelarsi una barriera insormontabile all’adozione della smart city, ma se gli investimenti iniziali risultano elevati, i risparmi a lungo termine sono indicativi. Si pensi al caso del parcheggio in tempo reale: la tecnologia ha non solo il potenziale per migliorare il flusso di traffico cittadino, ma anche per limitare il consumo di benzina, riducendo le emissioni di carbonio di centinaia di migliaia di tonnellate.

Le aree di sosta situate fuori città e ben collegate con lo snodo urbano, per esempio, permettono una diminuzione significativa dell’inquinamento. I dati raccolti possono, poi, essere utilizzati per ulteriori approfondimenti sui bisogni delle persone e per assicurarsi che impianti e installazioni funzionino efficientemente.

Occorre, pertanto, disporre di piattaforme e applicazioni in grado di monitorare la mobilità e i consumi energetici, per ottimizzare la vita cittadina, e puntare su uno sviluppo organico dei fattori economici, infrastrutturali, ambientali, sociali e tecnologici, per evitare il fallimento e ideare progetti di città realmente intelligenti.