di Vanna Carlucci

Una delle nuove sfide che la Cina si propone di vincere è quella di diventare uno dei centri più importanti a livello mondiale che si occupano di Intelligenza Artificiale: lo attesta anche il rapporto di PricewaterhouseCoopers (PwC) ripreso dal South China Morning Post. Secondo Li Meng, vice ministro della scienza e della tecnologia, la Cina diventerà punto di riferimento per l'AI: entro il 2020 infatti si prevedono circa 50 miliardi di yuan (circa 19.2 miliardi di euro) investiti in questa industria e 400 miliardi di yuan (51.3 miliardi di euro) nel 2025. Il programma si svilupperà su tre livelli, mentre gli investimenti arrivano da ogni parte della Cina e sono pubblici e privati: ad esempio il mondo accademico ha aumentato i propri investimenti ogni anno del 10 per cento circa, ma ci sono anche aziende importanti in campo tecnologico come Baidu (principale motore di ricerca), Alibaba (compagnia cinese privata), Tencent (società per azioni) e Xiao.

Il governo cinese è fortemente interessato ad approfondire questo campo dell’innovazione perché offrirà nuove opportunità in diversi settori e categorie sociali: pensiamo all’ impiego di robot in lavori di magazzino o di automobili senza conducente; o addirittura all’impiego dell’intelligenza artificiale anche in medicina, così come all’interno di imprese e settori militari. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, in contrasto con l'atteggiamento di censura on-line che caratterizza il gigante asiatico; la Cina costituisce secondo alcuni studiosi un vero e proprio paradiso per l’intelligenza artificiale, e questo avrà un forte influenza sul mercato con l’aumento della produttività e dei consumi (basti pensare che i robot potrebbero lavorare 24 ore su 24 senza sosta). L’obiettivo è di superare gli Stati Uniti al posto di leader mondiale dell'economia.