Un freddo pungente ci sta alle calcagna da almeno due ore, rafforzato progressivamente dall’avvicinarsi del buio. Non riesce a raggiungerci, ma solo perché lo sforzo fisico costante - quasi un gesto atletico - ci mantiene ben caldi nonostante i dieci gradi sotto zero.

Manca l’aria: difficile dire se sia per gli oltre 2mila metri di altezza, oppure per il panorama mozzafiato che ci si staglia di fronte lungo il percorso che da San Cassiano, in Alta Badia, porta al rifugio Fanes.

Le “ciaspole”, meglio note come racchette da neve, fanno un rumore di inferno. Eppure basta fermarsi perché in un istante il silenzio ci avvolga, mentre la bellezza del panorama ci sovrasta e ci premia. Un pezzo delle Dolomiti, forse le montagne più belle del mondo, ci si staglia davanti con tutta la sua forza mentre, piccolissimi, sbuffiamo avanzando nella neve.

Il ritmo è alto: Diego, la nostra guida, ci aveva avvisato che saremmo andati veloci e ha mantenuto la parola. Nel nostro gruppo c’è chi spinge di più, come la leggenda dello sci e gran compagno di viaggio Kristian Ghedina, e chi addirittura si muove con nonchalance con i soli scarponcini da escursione, come Nives Meroi e Romano Benat. Non è una sorpresa: la coppia, insieme nello sport e nella vita, è stata la prima a conquistare tutte e 14 le cime sopra gli ottomila (Nives è stata anche la terza donna in assoluto a riuscirci), e per loro questa ciaspolata deve essere l’equivalente dell’uscire a fare un po’ la spesa per un normale essere umano.

Tutto è intenso, estremo, inebriante. La neve, il freddo, la fatica, il tramonto. E poi anche il buio, che attraversiamo sfiniti nell’ultimo tratto del percorso. Basterebbe questo a giustificare il viaggio, ma non è finita: Audi Italia, che ha organizzato l’esperienza, ha molto altro in serbo per i suoi ospiti.

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Quando alla fine raggiungiamo il rifugio Fanes, il premio è ricco e consiste nella cucina di Norbert Niederkofler, chef del ristorante St Hubertus di San Cassiano. Per mettere insieme un’esperienza e un luogo unici, lo chef tristellato ha caricato la sua squadra insieme a pentole, coperchi e ingredienti su un gatto delle nevi e li ha spediti a preparare la nostra accoglienza. E tutto questo, proprio mentre si sta svolgendo l’edizione 2018 di “Care’s – the ethical Chef Days”, evento creato dallo stesso Niederkofler e del quale Audi è sponsor. Un convegno giunto ormai alla sua terza edizione, nato con lo scopo di promuovere rispetto dell’ambiente, delle persone e delle tradizioni, attraverso una cucina etica, capace di attrarre in Alta Badia chef provenienti da tutto il mondo.

«La cucina deve saper rispettare la natura e i contadini, deve saperli valorizzare. Dobbiamo recuperare la tradizione e tornare a lavorare direttamente con i produttori, capirne le esigenze, lavorare la materia insieme con loro». Norbert Niederkofler sorride mentre parla, eppure è chiaro che è serissimo quando descrive il senso stesso del suo lavoro e del suo progetto. Quest'ultimo culmina in una cucina che vuole evitare gli sprechi a monte, invece di affannarsi a recuperarli: per esempio, tornando a usare solo quelle materie prime che ogni stagione offre, perché

«siamo noi che dobbiamo adeguarci alla natura che sa cosa ci serve mangiare e quando ci serve mangiarlo, e per questo deve essere ascoltata». Tutto questo spiega bene il forte legame con il territorio e l’impegno a favore della sostenibilità che caratterizza la cucina di Niederkofler, ma allo stesso tempo traccia anche il fil rouge che unisce lo chef tristellato e Audi.

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Sono infatti ormai diversi anni che l’azienda automobilistica ha fatto propria la battaglia per il rispetto dell’ambiente e del territorio, dopo aver imboccato quel percorso verso le zero emissioni che oggi il direttore di Audi Italia Fabrizio Longo definisce “irreversibile”. Un viaggio a tappe guidato da un “cambio di paradigma senza precedenti” che per l’azienda tedesca si articola, da un lato, in forti investimenti su tutte le tecnologie pulite disponibili, dall’ibrido al gas passando per l’elettrico, e che culminerà in autunno con il lancio della e-tron, primo suv completamente elettrico prodotto da Audi.  E, dall’altro, nella presenza sul territorio, dove costruisce solide relazioni con gli altri protagonisti della rivoluzione in corso, per affrontare insieme quella che è una vera e propria rivoluzione, anche culturale.Il mattino seguente alla cena in rifugio, è tempo di riscendere a valle. Quasi a voler ribadire il rispetto dell’ambiente che pervade l’iniziativa messa in piedi da Audi con lo chef Niederkofler, oltre a un rapido viaggio con il gatto delle nevi possiamo scegliere tra una seconda ciaspolata in direzione opposta, oppure una discesa in slittino lungo la strada maestra. Quest’ultimo si rivela essere il viaggio “a emissioni” zero più divertente di sempre, un’esperienza intensa e affascinante che ci piace interpretare come di buon auspicio per il futuro tutto elettrico dell’automobile.

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