di Dario De Marco

 

Com'è noto Bill Gates, il fondatore di Microsoft, non è laureato. Al pari di molti grandi creativi e imprenditori dell'hi tech, ha fatto un paio di anni di università e poi ha mollato, per dedicarsi al software e all'impresa. Ma questo  non vuol dire che non tenga in grande considerazione l'istruzione, sia inferiore che superiore. Anzi, attraverso la fondazione intitolata a lui e alla moglie Melinda, ha spesso sostenuto progetti relativi all'integrazione di scuola e tecnologia. È di qualche giorno fa la notizia che il miliardario americano ha trasferito alla Gates Foundation 4,6 milioni di dollari, la più grande donazione degli ultimi 17 anni (e proprio di recente il magnate Warren Buffett ha dato alla stessa fondazione 3,17 milioni). Gates ha scritto sul suo blog che "è incredibile quanto poco siano cambiate le aule scolastiche negli ultimi anni". E in altre occasioni ha avuto modo di sottolineare come la tecnologia non abbia ancora fatto abbastanza per l'istruzione.

In una discussione su Reddit di qualche tempo fa, l'ex leader di Microsoft ha precisato quello che dovrebbe fare la tecnologia in classe : "Il punto è tenere i ragazzi impegnati: se lo studente non ha l'impressione che quello che sta facendo è importante, e che sta succedendo qualcosa di rilevante, perde attenzione". In altre occasioni Bill Gates ha sottolineato l'arretratezza del sistema universitario: l'università di oggi ha meno a che fare con l'acquisizione di competenze che con il conseguimento di un titolo, questo in sostanza il suo ragionamento. E ha proseguito dicendo: "L'università tradizionale che richiede la presenza fisica dello studente in sede è un modello superato. Il futuro sono i corsi online, aperti a tutti, anche da parte delle facoltà più prestigiose". Perché gli studenti di oggi sono i dirigenti di domani, e Bill Gates se li immagina così: "intelligenze multiformi,  strane persone che imparano un sacco di cose diverse e sono perciò capaci di ragionare scavalcando i confini". C'è da sperare che abbia ragione.