di Vanna Carlucci

Due imprenditori: Harsh Snehanshu e Ashish, co-fondatore e CEO di YourQuote, una piattaforma di microblogging per mobile. La sfida: fondare una start-up attraverso il cosiddetto bootstrapping, spostando il loro ufficio nella Solang (attenzione, non Silicon) Valley, tra i ghiacci dell’Himalaya. Cosa significa essere bootstrapped? Significa essenzialmente avviare una start-up in maniera completamente diversa rispetto alle regole tradizionali.

“Il bootstrapping consiste principalmente nell’arte di avviare un business tramite l’ausilio dei risparmi e delle competenze personali, affidandosi alle proprie capacità e cercando di raggiungere il più velocemente possibile il break even point (punto di pareggio in cui i costi e i ricavi del nostro business si incontrano)”: questa la definizione del sito Ninjamarketing.

I risultati sono stati sorprendenti poiché lavorare in un luogo molto più piccolo, completamente opposto alle dimensioni delle grandi città, può costituire per le imprese sicuramente una risorsa in più da non sottovalutare. Le ragioni sono molte: si tratta di ristabilire un contatto con un ambiente che stimola l’attenzione perché priva di qualsivoglia tipo di distrazione, e concentrarsi sul lavoro restando però sempre collegati virtualmente.

Tutto ciò fa sì che ci sia una riduzione notevole dei costi perché l’essenziale è tutto a portata di mano: due portatili e un hotspot 3G, un tavolo da pranzo come scrivania e il tempo necessario per poter lavorare senza alcuna pressione esterna. I due giovani imprenditori si sono resi conto di aver risparmiato moltissimo. La montagna quindi come possibilità di ripensare il modo di avviare una start-up: una diversa filosofia di vita dove bisogna saper contare sulla propria esperienza con un risparmio non solo di denaro ma anche di tempo.